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C'è il rischio che scoppi una guerra civile

Sud Sudan, la situazione sta precipitando

Ban Ki-moon lancia un appello alla moderazione

Sud Sudan, la situazione sta precipitando
22/12/2013, 15:02

JUBA (SUD SUDAN) - Rischia di trasformarsi in una vera e propria guerra civile lo scontro, in Sud Sudan, tra i ribelli guidati dall’ex vicepresidente Machar, di etnia Nuer, e le forze governative fedeli al presidente sud sudanese Kiir, a capo dell’Spla (Esercito per la Liberazione del Sud Sudan), di etnia Dinka. Gli scontri sono iniziati una settimana fa, arrivando in breve al massacro di 500 persone e all’esodo di 20mila persone verso basi Onu. Durante la settimana si sono susseguite vicende alterne, che hanno coinvolto anche tre caschi blu indiani, che sono rimasti uccisi insieme a numerosi civili nella base di Akobo, nella regione di Jongley, ricca di petrolio, al confine con l’Etiopia.

La situazione si è aggravata ulteriormente ieri, quando un aereo militare Usa è stato colpito durante le operazioni di evacuazione di civili in Sud Sudan e quattro militari americani sono rimasti feriti. Il Dipartimento della Difesa ha fatto sapere che i militari sono al momento sottoposti a cure presso luoghi che non sono stati resi noti. Mediatori africani si sono attivati affinché si trovi una soluzione per avviare le trattative di pace. Il presidente americano Obama, intanto, si è detto “molto preoccupato per il futuro del Sud Sudan” e ha telefonato al suo collega Kiir per sollecitarne l’impegno a metter fine alle violenze. L’Unione Africana ha rivolto alle forze in lotta un appello per un immediato cessate fuoco e per una tregua natalizia. Il Segretario Generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha condannato nei termini più forti l’attacco alla base Onu di Akabo, che ha portato alla morte dei tre caschi blu indiani e di almeno venti civili, e ha ribadito il suo appello alla moderazione a tutte le parti coinvolte, chiedendo il cessate fuoco.

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di Vanessa Ioannou
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