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Gli abitanti del Darfur non votano per lo stato d'emergenza

Sudan, brogli sulle elezioni


Sudan, brogli sulle elezioni
11/04/2010, 16:04

DARFUR - È il giorno delle elezioni presidenziali, legislative e regionali in Sudan. Il presidente Omar Bashir, che probabilmente sarà riconfermato, ha già votato. Gli abitanti del Darfur, invece, non potranno farlo a causa dello stato di emergenza, che non consente l’apertura dei seggi. Sul capo di Bashir pende un mandato d'arresto emesso dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra e crimini contro l'umanità proprio nel Darfur. Quelle di oggi vengono definite elezioni storiche perché sono le prime in 25 anni formalmente aperte a tutte le forze politiche e sono state organizzate nel quadro del piano di pace varato a gennaio 2005 per porre fine alla guerra civile fra il sud e il nord del Paese che ha fatto in 21 anni due milioni di morti. Queste elezioni rappresentano il primo passo istituzionale verso il referendum nel sud in programma il prossimo anno.
Due delle maggiori forze politiche, incluso il partito che più rappresenta il sud, hanno però deciso di non partecipare alla consultazione denunciando la non credibilità del processo elettorale e chiedendo uno slittamento dell'apertura delle urne. Il Governo, che ha fra l'altro dimezzato il numero dei seggi rendendo molto difficile il voto a numerosi abitanti del Paese, ha però rifiutato la richiesta. Sono stati inviati circa 800 osservatori di 18 Paesi diversi, fra loro anche l'ex presidente americano Jimmy Carter. «I partiti dell'opposizione vogliono una transizione pacifica e la pace in questo Paese, non penso che vi sia alcuna forza politica che minaccia di disturbare o intimidire gli elettori» ha dichiarato Carter, aggiungendo che le elezioni si stanno svolgendo nella calma nonostante alcune lentezze.
Sono 16 milioni gli elettori chiamati a scegliere fra 14mila candidati, otto per la presidenza, dopo il ritiro di quattro esponenti politici.

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di Redazione
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