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Festeggiamenti a Motta San Giovanni, paese dell'operatore

Sudan: Francesco Azzarà, di Emergency, è stato liberato

Una agenzia stampa sudanese lancia la notizia

Sudan: Francesco Azzarà, di Emergency, è stato liberato
16/12/2011, 19:12

NYALA (SUDAN) - Stefano Azzarà, l'operatore di Emergency rapito in Sudan lo scorso agosto è libero. Lo ha annunciato una agenzia di stampa sudanese, spiegando che è stato liberato dall'intervento delle autorità del Darfur occidentale, ma senza date ulteriori specificazioni. Emergency ha confermato la notizia, specificando però che non sono ancora riusciti a parlare con lui.
Già lo scorso 27 settembre era stata diffusa la notizia che la liberazione era vicinissima, ma poi da allora non c'erano state altre novità.
Azzarà - che ha il ruolo di logista del centro pediatrico che Emergency ha in Sudan - è stato rapito lo scorso 14 agosto mentre stava andando in aeroporto con alcuni colleghi. L'organizzazione umanitaria di cui fa parte si attivò immediatamente per liberarlo e chiedero alle autorità sudanesi di fare lo stesso. Anche in Italia ci furono numerosi appelli in questo senso e la sua immagine venne esposta in Campidoglio.

Festeggiamenti nel paese di Azzarà

C'è grande festa e mobilitazione a Motta San Giovanni, il paese del reggino dove Francesco Azzarà vive con i suoi familiari. Dopo la notizia della liberazione le persone si sono ritrovate per strada ed hanno iniziato a festeggiare. “E’ un grande regalo per Natale”, ha commentato entusiasta il sindaco, Paolo Laganà. All'esultanza del primo cittadino sono, poi, seguite anche quelle di moltissimi amici di Francesco che già dal suo rapimento si erano mobilitati con fiaccolate e iniziative pubbliche.

"Sono felice e penso che lo saremo in tanti, tutti coloro che credono nel lavoro che Emergency e le altre organizzazioni umanitarie compiono nel mondo a difesa dei diritti e delle libertà. Certo il mio pensiero corre a quanti sono ancora in ostaggio: la mia vicinanza e la mia solidarietà sono indirizzati a loro e alle loro famiglie", lo ha dichiarato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

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di Antonio Rispoli
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