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A rischio l'area Mediterranea, raddoppiano le temperature

Summit di Cancun: "Entro il 2040 clima surriscaldato"


Summit di Cancun: 'Entro il 2040 clima surriscaldato'
30/11/2010, 18:11

Un innalzamwento di almeno 7 gradi entro il 2040, alluvioni, più di 400mila persone a rischio calamità naturali: sono queste le cifre che emergono dal summit di Cancun, in Messico, indetto dalle Nazioni Unite, per tentare di portare avanti i colloqui in vista di una diminuzione del riscaldamento globale. Oltre 200 Paesi hanno partecipato all''incontro che arriva a meno di un anno dal vertice di Copenaghen, conclusosi con una semplice dichiarazione d'intenti e la promessa di destinare 100 miliardi di dollari l'anno ai Paesi poveri per aiutarli a riconvertire le vecchie fonti energetiche. Le speranze di un accordo impegnativo sono davvero poche; si pensa, nella migliore delle ipotesi, di trovare un'intes su un pacchetto "equilibrato" di misure.
Jacqueline McGlade, direttore dell' Agenzia europea dell'Ambiente, in occasione del lancio, a Bruxelles, della relazione dell'agenzia per il 2010, manda all'Europa un messaggio chiaro: le risorse non sono infinite ed e' necessario che siano tutte, dalla biodiversita' al suolo, ai fiumi, ai mari e all'aria, prese in considerazione nelle decisioni relative alla produzione, al consumo e al commercio globale.
A soffrire dell'innalzamento delle temperature sara' soprattutto l'area del Mediterraneo: nel 2080, si prevede un rialzo di 7 gradi d'estate rispetto alla norma, mentre le giornate oltre i 40 gradi raddoppieranno. Ma l'Europa se la dovra' vedere anche con le alluvioni. Attualmente ogni anno sono circa 200mila le persone colpite, ma per il 2080 la stima oscilla fra le 250mila e le 450mila persone. "Il rapporto ha un tempismo perfetto, - ha commentato il presidente del Parlamento europeo, Jerzy Buzek - perche' e' in concomitanza con la conferenza Onu sul clima, a Cancun. Questo lavoro evidenzia per l'Europa l'opportunita' di una transizione ad un'economia verde, non solo per la gestione delle risorse, ma per diventare piu' competitivi a livello globale".
A subire un impatto sono anche le colture bandiera. "Olivi, vini, lavanda - precisa McGalde - sono colture con un una pressione crescente e dovremmo anche considerare che alcune produzioni doc non potranno piu' crescere localmente. Poi c'e' il fenomeno della tropicalizzazione del Mar Mediterraneo, dove specie di pesci che arrivano dal Mar rosso prenderanno il posto di quelli pescati da secoli.

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di Redazione
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