Dal mondo / Asia

Commenta Stampa

Libera dopo sette anni e mezzo anni di arresti domiciliari

Suu Kyi, dobbiamo lavorare tutti insieme di comune accordo


Suu Kyi,  dobbiamo lavorare tutti insieme di comune accordo
14/11/2010, 09:11

Finalmente torna in libertà dopo sette anni e mezzo anni di arresti domiciliari, il premio nobel per la pace, Aung San Suu Kyi, simbolo della lotta per la democrazia nello stato asiatico della Birmania, dopo che l'hanno scarcerata, subito si è mostrata alla folla esultante, e ha invitato i suoi sostenitori di stare uniti: «dobbiamo lavorare tutti insieme di comune accordo»
Aung San Suu Kyi non si è espressa sulla politica, ma in tutto il breve discorso, si lascia trapelare che è ora di superare le divisioni all'interno dell'opposizione democratica, infatti ha dichiarato: «solo così potremo raggiungere il nostro obiettivo», e «se vogliamo ottenere quello che vogliamo dobbiamo farlo nel modo giusto», mentre ha espresso pensieri anche sulla libertà di parola: «la base della libertà democratica è la libertà di parola». Infine ha esortato i suoi sostenitori a non mollare: «Non perdete la speranza, non c’è motivo di farsi scoraggiare».
Aung San Suu Kyi è intenzionata a voler lavorare con «tutte le forze democratiche» nello stato asiatico. Secondo il premio nobel, «c’è democrazia quando il popolo controlla il governo. «Accetterò che il popolo mi controlli», e ha subito messo le cose in chiaro precisando: «Dovete resistere per quello che è giusto».
Infine, ha detto di non nutrire sentimenti di odio verso i suoi accusatori, che l'hanno privata della sua libertà per tutti questi anni e di essere stata trattata bene, infatti ha detto: «Gli ufficiali della sicurezza mi hanno trattato bene. Voglio chiedere loro di trattare bene anche il popolo».
Aung San Suu Kyi ha vinto il premio Nobel per la pace nel 1991 ed è il leader storico dell'opposizione dello stato della Birmania, trascorrendo 21 anni tra carcere e arresti domiciliari.
Ricordiamo nell'estate del 1988, Suu Kyi tenne un comizio davanti a mezzo milione di cittadini birmani che protestavano a favore della emocrazia nel paese. La nuova giunta militare insediata da poco, mandò lo stato alle elezioni legislative nel 1990, e proprio nel 1989 mise agli arresti domiciliari la leader della Lega Nazionale per la Democrazia. Suu Kyi è figlia del generale Aung San, l'eroe nazionale che portò Birmania all'indipendenza dalla Gran Bretagna, Suu Kyi è nata il 19 giugno del 1945 a Rangoon, attuale Yangon. Quando Suu Kyi aveva due anni il leader storico della democrazia birmana venne assassinato dai suoi rivali politici.

Commenta Stampa
di Fabio Iacolare
Riproduzione riservata ©