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Alcuni musulmani progettavano di uccidere il disegnatore

Svezia: ripubblicata la vignetta su Maometto


Svezia: ripubblicata la vignetta su Maometto
10/03/2010, 19:03

E' stata ripubblicata in Svezia la vignetta che, nel 2007, fece indignare il mondo musulmano e mobilitare addirittura Al Qaeda. Per l'occasione l'associazione terroristica promise 100.000 dollari a chi avesse ucciso l'artista responsabile; più un "premio" di altri 50.000 se l'assassino avesse tagliato la gola di Lars Vilks, il vignettista che aveva disegnato la testa del profeta Maometto sul corpo di un cane.
Sebbene la polizia non parli in maniera precisa di Vilks, tutti gli indizi fanno pensare che, l'arresto a Waterford and Cork di quattro uomini e tre donne, sia direttamente ricollegato all'episodio di tre anni fa. Secondo le stesse dichiarazioni di fonti anonime degli organi di sicurezza irlandesi, infatti, i sette stavano progettando  di "uccidere un individuo in un altra giurisdizione". I sette, di nazionalità marocchina e yemenita, sono stato bloccati dalle autorità e vivevano tutti in Iralanda illegalmente; come rifugiati.
L'anello di congiunzione che fa pensare ad un collegamento tra gli arrestati ed il delitto premeditato del vignettista svedese è rappresentato da una donna americana, Colleen LaRose, conosciuta sul web come Jihad Jane. La donna, 40enne, è stata arrestata il 15 ottobre scorso al ritorno da un viaggio proprio in Svezia e, le autorità, ne hanno dato notizia solo nella giornata odierna. Un elemento quasi certo è che la statunitense abbia effettivamente avuto contatti stretti con almeno uno dei sette finiti in manette.
La vignetta, pubblicata dal quotidiano scandinavo Nerikes Allehanda, scatenò le ire in molti casi spropositate del mondo islamico. Insieme alle richieste di scuse ufficiali avanzate da Pakistan ed Iran, arrivarno anche le minacce di morte all'autore del disegno ed al direttore della testata. Ma l'artista svedese non è nuovo a certe "provocazioni" e, in passato, attaccò anche la religione Cristiana; dipingendo Gesù come un pedofilo. Anche in quell'occasione si levarono voci di scandalo e richieste insistenti di scuse. Nessuna minaccia di morte e/o taglia, però, sfiorano Vilks ed il direttore editoriale del quotidiano.

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di Germano Milite
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