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Lo scandalo corruzione mette in ginocchio la Turchia

"Tangentopoli del Bosforo": rimosso anche procuratore

La stampa locale parla di "terremoto nella magistratura"

L'agente antisommossa e la 'donna in rosso'
L'agente antisommossa e la "donna in rosso"
17/01/2014, 11:45

ANKARA – L’inarrestabile scandalo corruzione ha fatto l’ennesima “vittima” in Turchia, tutte personalità vicine al governo del premier Recep Tayyip Erdogan. La stampa di Ankara riferisce che è stato rimosso anche il procuratore che ha incriminato il poliziotto che nel maggio scorso aveva aggredito la 'donna in rosso', icona del movimento anti-governativo di Gezi Park.
Con una decisione che i giornali definiscono oggi un ''terremoto nella magistratura'' sono stati trasferiti d'ufficio ieri 19 procuratori e un giudice non graditi al governo, fra cui i responsabili dei filoni di inchiesta della “tangentopoli del Bosforo”. Il quotidiano Posta precisa che fra i procuratori rimossi c'è anche il magistrato di Istanbul che mercoledì ha deciso di incriminare l'agente antisommossa F.Z. che durante le manifestazioni di Gezi Park è stato raffigurato mentre spruzzava gas urticante a meno di un metro di distanza contro il volto di una giovane donna vestita di rosso, Ceyda Sungur. Il poliziotto rischia una condanna fino a tre anni di carcere e il licenziamento. La fotografia aveva fatto il giro del mondo e la 'donna in rosso' era diventata un simbolo della rivolta dei giovani turchi contro il premier islamico Recep Tayyip Erdogan.
L'opposizione ha più volte accusato il governo di garantire una impunità di fatto agli agenti di polizia responsabili di violenze. I dati parlano chiari, si tratta di cinque giovani manifestanti uccisi e oltre 8mila feriti durante le grandi proteste di Gezi Park.

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di Redazione
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