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Era stato condannato per rapina e tentato omicidio

Teheran: gira il mondo la foto del giovane che piange sulla spalla del boia



Mafiha e Sarvari (secondo e terzo da sinistra) che vanno al patibolo
Mafiha e Sarvari (secondo e terzo da sinistra) che vanno al patibolo
22/01/2013, 09:33

TEHERAN (IRAN) - Sta facendo il giro del mondo la foto di un 23enne che, mentre viene portato al patibolo per l'impiccagione, scoppia in lacrime appoggiandosi al boia. Per le cronache, si tratta di Alireza Mafiha che, insieme con Mohamed Alì Servari (anche lui arrestato e condannato), sono stati condannati per rapina a mano armata e tentato omicidio (secondo le leggi del Codice Penale iraniano si definiscono come furto e assalto). I due hanno aggredito un pacifico cittadino che stava ritirando i soldi col bancomat: sono arrivati col motorino, gli hanno puntato un coltello contro e si sono rubati i soldi che aveva. Alla fine uno dei due sferra una coltellata (probabilmente a scopo intimidatorio) al rapinato, prima di allontanarsi. Una sequenza ripresa da una telecamera e diffusa anche su Youtube che ha permesso alla polizia iraniana di individuare i colpevoli e arrestarli. 
 Ma, per quanto l'immagine possa essere commovente, resta il fatto che i criminali sono criminali ovunque. E le leggi vanno rispettate ovunque: vanno rispettate negli Usa, dove oltre la metà delle persone che vengono giustiziate sono condannate dopo gravi violazioni dei loro diritti e/o delle procedure; vanno rispettate nel nostro Paese, dove gli omicidi escono dopo 6 anni al massimo; e vanno rispettate in Iran, dove le sanzioni saranno anche più severe che da noi, ma valide per i cittadini di quel Paese. 

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di Antonio Rispoli
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