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Venti a 120 km orari e grandine di grossa dimensione

Tempesta infernale a Buenos Aires: sono 14 le vittime

“Un evento raro. Non lo vedevamo da diversi anni”

Tempesta infernale a Buenos Aires: sono 14 le vittime
06/04/2012, 09:04

BUENOS AIRES - Morte e distruzione in Argentina, dove un violento temporale, accompagnato da venti che spiravano a oltre 120 chilometri orari e grandine molto grossa, si è abbattuto sulla città di Buenos Aires. Sono quattordici i morti accertati, mentre una ventina i feriti e ancora incalcolabile la quantità di ingenti danni provocati. Di sicuro, viene fatto sapere, gli abitanti della capitale e della sua provincia non vedevano da diversi anni un fenomeno meteorologico di tale portata, con una violenza paragonabile quasi a quella di un tornado, al punto tale che si parla di “evento rarissimo”.
Le zone della provincia più colpite sono quelle a sud e ad ovest, dove le morti sono state provocate per schiacciamento o scariche elettriche. Secondo i bilanci riportati dal principale quotidiano argentino, sette persone sono morte a Buenos Aires, quattro a Moreno (periferia occidentale), una ad Avellaneda e Quilmes (periferia sud) e un’altra a La Plata, una cinquantina di chilometri a sud della capitale. Ha colpito particolarmente, tra questi, il decesso di un giovane 19enne, morto perché letteralmente calpestato da un cavo elettrico caduto, ricevendo una forte scarica. Drastico anche il bilancio dei feriti, tra i quali diversi sono in condizioni gravi: la metà di questi sono stati colpiti dai detriti del tetto di una chiesa, mentre erano in fila alla fermata di un autobus.
I vigili del fuoco  protezione civile sono al lavoro senza sosta, anche in queste ore, con l’aiuto dei mezzi meccanici, per rimuovere centinaia di alberi sradicati, auto schiacciate dai tronchi e grossi detriti e coperture di ogni genere, che sono state spazzate via dal vento. Il timore è che possano essere ritrovati altri cadaveri, anche perché le persone particolarmente colpite da questa infernale tempesta sono per lo più abitanti di abitazioni abusive e molto modeste, di cui spesso non si conosce neppure l’esistenza.

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di Antonio Formisano
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