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Erdogan: agiremo contro le truppe siriane vicine al confine

Tensione alle stelle tra Siria e Turchia: l’ira di Ankara

La Nato esclude l’intervento ma condanna l’azione di Damasco

Tensione alle stelle tra Siria e Turchia: l’ira di Ankara
26/06/2012, 15:06

ANKARA - La Turchia non ci sta e, dopo l’abbattimento del caccia Phantom F-4 da parte della contraerea siriana, lancia un ultimatum a Damasco: da oggi cambieranno le regole delle forze armate e qualora le truppe siriane dovessero anche solo avvicinarsi al confine turco saranno considerate una “minaccia militare”. A dare l’annuncio è stato, in Parlamento, il premier Recep Tayyip Erdogan, proprio mentre a Bruxelles parlava il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, al termine della riunione dei 28 ambasciatori dei Paesi aderenti convocati sull’incidente diplomatico tra Siria e Turchia.
Rasmussen, dal canto suo, ha escluso l’intervento armato, ma ha condannato con forza l’accaduto parlando di “atto assolutamente inaccettabile” ed ha espresso pieno sostegno alla Turchia. Erdogan, che ha ricordato come gli elicotteri siriani abbiano violato lo spazio aereo turco almeno in cinque occasioni di recente, ha accusato la Siria di “atto ostile” e parlato di “attacco efferato”: secondo la sua ricostruzione, l’aereo turco effettuava un volo di ricognizione per testare i radar turchi, non era armato e volava nello spazio aereo internazionale; e la breve violazione dello spazio aereo siriana, già riconosciuta dalla Turchia, non dava il diritto alla Siria di abbattere il caccia. Ankara ha accusato la contraerea siriana di aver aperto il fuoco anche contro le squadre di soccorso alla ricerca dei due piloti dispersi. È probabile che le parole del primo ministro turco segnalino un inasprimento delle posizioni e potrebbero aprire la strada a un più ampio coinvolgimento militare turco.

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di Antonio Formisano
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