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Un sisma così violento soltanto a Messina 100 anni fa

Terremoto ad Haiti: oltre 100mila i morti


Terremoto ad Haiti: oltre 100mila i morti
13/01/2010, 20:01

HAITI - Potrebbero aggirarsi intorno alle 100mila, le vittime del violento terremoto che la notte scorsa ha drammaticamente colpito e devastato l’isola di Haiti. Dopo le prime fasi concitate, inizia dunque il tragico conteggio dei morti. Un numero impressionante di persone sorprese dalle scosse e rimaste sotto le macerie. A fare un primo bilancio delle vittime il premier Jean Max Bellerive, che intervistato dalla Cnn ha dichiarato: “È difficile fare una valutazione precisa del numero delle vittime , di quanti edifici e quante costruzioni siano crollati con le persone dentro. Credo che siamo al di sopra delle centomila vittime. Spero che non sia vero, spero che la gente abbia avuto il tempo di uscire in strada. Alcuni quartieri sono stati distrutti completamente, non si vede più una persona”.

Secondo l'Onu e la Croce Rossa il sisma ha colpito in vario modo dai 3 ai 3,5 milioni di persone, oltre un terzo della popolazione totale del Paese. Sotto le macerie sono sepolte migliaia di persone e i soccorritori stanno lottando contro il tempo per estrarne vive quante più possibile. Soltanto un ospedale tra quelli presenti sull’isola, ha retto alla furia assassina del terremoto  rimanendo in piedi ma la struttura ha già esaurito la capacità massima di accoglienza; la Croce Rossa internazionale si sta dunque attrezzando per allestire alcuni punti di pronto soccorso da campo.
Paul Garwood, funzionario dell'Oms spiega così la situazione ad Haiti.:"Le strade sono bloccate dalle macerie, ci sono grossi problemi di elettricità e di accesso all'acqua. L'Oms ha già cominciato a inviare aiuti. Fino ad ora abbiamo mandato una dozzina di persone, per aiutare gli uffici governativi, le postazioni delle Nazioni Unite e le varie ong e provvedere ai bisogni sanitari delle persone colpite. Fondamentale, per il funzionario è che siano prestate subito le prime cure alle persone ferite più gravemente, in modo da prevenire le infezioni, che sono la causa di morte secondaria in casi come questo”.

Il terremoto che ha colpito Haiti è paragonabile a quello che 100 anni fa aveva spazzato via Messina. Si contano sulla punta delle dita i terremoti di forte intensità che hanno investito in pieno delle città: in Italia e' accaduto nel 1908 a Messina e lo scorso anno a L'Aquila; in Giappone fa tremare ancora il ricordo di Kobe, distrutta nel 1995. “Ci sono forti similitudini tra il terremoto di Haiti e quello di Messina - ha osservato il sismologo Warner Marzocchi, responsabile dell'attività di ricerca relativa alle previsioni probabilistiche dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) - I due terremoti sono stati molto simili in termini di energia liberata con una magnitudo 7 quello di Haiti e una magnitudo di poco superiore quello di Messina. Ma soprattutto - ha aggiunto - ad accomunare i due terremoti  è la vicinanza alla città. L'epicentro del terremoto di Haiti si trova a 10-15 chilometri da Port-au-Prince e la frattura è arrivata sotto la città; a Messina la faglia non era in città ma nello stretto, tuttavia era molto vicina e i danni del terremoto sono stati amplificati dallo tsunami”.

Intanto arriva la notizia che forse il terremoto di Haiti si poteva prevenire. Lo aveva in qualche modo previsto Patrick Charles, 67 anni, docente all'Istituto di geologia dell'Avana che in un articolo del 25 settembre 2007 su “Le Matin Haiti” aveva sottolineato il pericolo rappresentato da una faglia che attraversa l'isola caraibica. Ad avvalorare l'ipotesi di Charles, c'erano state anche le ammissioni del direttore dell'Ufficio dell'energia e delle Miniere, Dieuseul Anglade che all’epoca aveva dichiarato: "Nel corso di due secoli non è stato registrato alcun sisma importante nella capitale haitiana. La quantità  di energia accumulata nelle faglie ci fa correre il rischio di un sisma di magnitudo 7.2”.
Previsione che si è purtroppo avverata.

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di Elisa Scarfogliero
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