Dal mondo / Asia

Commenta Stampa

I dimostranti oltre lo stato d'emergenza, marce e cortei

Thailandia: oscurato il canale tv delle camicie rosse


Thailandia: oscurato il canale tv delle camicie rosse
08/04/2010, 20:04

BANGKOK - Continua lo stato d'emergenza in Thailandia e continuano le vive proteste delle camicie rosse divenute oramai famose in tutto il mondo. I sostenitori dell'ex premier Shinawatra, non si arrendono nemmeno dopo la chiusura del loro canale televisivo ad opera delle autorità. Lo stato d'emergenza infatti non si placa nonostante le dichiarazioni del governo; che avrebbe annunciato provvedimenti particolari per convincere i dimostranti a tornare nelle proprie case senza però subire nessuna ripercussione legale.
Ma i dissidenti sembrano tutt'altro che intenzionati alla ritirata e, anzi, annunciano una grande manifestazione per domani mattina e ritorsioni ancora non ben definite per la chiusura della loro emittente. Significativa la quasi totale assenza delle forze dell'ordine, nonostante i poteri speciali loro conferiti dall'esecutivo. Migliaia invece, sono i manifestanti che sostano da giorni nella zona dello shopping della capitale e, dal palco costruito presso la Ratchaprasong Intersection, i capi della manifestazione intimano l'immediata riapertura del canale televisivo oscurato, premeditando già la richiesta da inviare ad altre piattaforme satellitari pronte ad accogliere Ptv.
Intanto, Il primo ministro Abhisit, torna ad assicurare che non intende utilizzare la forza per far disperdere i dimostranti e, dopo aver annullato un suo previsto viaggio in Vietnam, mette a disposizione dei "rossi" anche numerosi autobus per ritornare nelle proprie province di residenza. Nonostante caldo torrido e pressioni ripetute da parte del governo, i dissidenti però sembrano fermamente intenzionati a far proseguire la protesta ad oltranza.
Intanto, il ministro dell'Interno Chaovarat Chanweerakul, ha fatto sapere che "camicie rossè sostenitrici dell'ex premier thailandese in esilio Thaksin Shinawatra si stanno radunando anche in 17 province del nord e del nordest della Thailandia, per esprimere sostegno ai manifestanti di Bangkok". L'obiettivo dei manifestanti è stato chiaro fin da subito: costringere il premier a sciogliere il parlamento e ad indire nuove elezioni. E nonostante il divieto di raduno di oltre 5 persone in luogo pubblico decretato insieme allo stato d'emergenza ed i poteri speciali conferiti alle forze di polizia, i sostenitori del primo ministro deposto nel 2006 annunciano cortei e manifestazioni in tutto il paese.

ACCADEMICI CONTRO LO SCIOGLIMENTO DEL PARLAMENTO
Allo stesso tempo, 303 accademici delle più importanti università Thailandesi firmano un documento che si scaglia contro la richiesta delle camicie rosse di sciogliere il parlamento. Gli intellettuali del paese definiscono infatti "irragionevole" la pretesa dei folla di protestanti ma non risparmiamo le loro critiche al governo in carica: bisogna attuare le riforme necessarie per non far collassare il sistema socio-economico e bisogna farlo subito. Su questo, a quanto sembra, sono tutti in totale accordo.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©