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Continua la decisa protesta delle "magliette rosse"

Thailandia: tensione alle stelle e bombe contro caserma


Thailandia: tensione alle stelle e bombe contro caserma
28/03/2010, 09:03

BANGKOK - Le "magliette rosse", da diversi giorni riunite in piazza per protestare contro il governo e chiedere le dimissioni del premier Abhisit Vejjajiva non cedono il passo e, questa mattina, hanno anche minacciato di cacciare dalla città vecchia di Bangkok le truppe di guardia.
Riuniti in otto punti diversi del centro della capitale sono alcune decine di migliaia di dimostranti decisi a combattere contro quello che reputano un regime dittatoriale. Al momento i militari e i gruppi anti-sommossa si sono dovuti ritirare per evitare lo scontro aperto. 
Nattawut Saikua, uno dei leader della protesta, ammette:"Ci troviamo in un momento molto critico" e poi sostiene che "Se perdiamo probabilmente andremo in prigione, se vinciamo allora sarà un ritorno alla democrazia". Le cosiddette magliette rosse sono scese in piazza in favore dell'ex Primo Ministro Thaksin Shinawatra, caduto nel 2006 dopo aver vinto due elezioni di seguito. Per i manifestanti dietro la sua debacle ci sono le "èlite burocratiche" e l'esercito. I capi della protesta sembrano ora divisi da un dilemma di difficile risoluzioni: continuare una protesta pacifica e non violenta senza però scuotere più di tanto il governo o giocarsi tutto e provocare veri e propri attacchi?
Secondo fonti presenti nella città del sudest asiatico, questa mattina ci sarebbe però stato un attacco con quattro granate contro il quartier generale dell'11esimo Reggimento di fanteria stanziato a Bangkok.
Il movimento delle magliette rosse ha riscuotendo parecchio consenso anche fuori dalla Thailandia e, una degenerazione della lotta per far salire Taksin, potrebbe fargli perdere credibilità sia all'interno del paese che fuori.

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di Germano Milite
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