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Non si placano gli scontri post-elezioni

Theran, sangue davanti al Parlamento


Theran, sangue davanti al Parlamento
24/06/2009, 20:06

Non si ferma l’ondata di violenza che ha travolto Teheran dopo le elezioni. Dall’inizio della protesta si contano già 17 morti e numerosi feriti, mentre oppositori del regime ed anche alcuni cittadini stranieri sarebbero stati arrestati dalle forze dell’ordine. La risposta dura da parte del governo non ha però intimorito i manifestanti, che non hanno esitato a scendere nuovamente in piazza.
Tra gli arrestati anche alcuni cittadini con passaporto britannico. Alcuni dei fermati, fa sapere il ministro dell’Intelligenze Gholamhossein Mohseni Ezhei, avrebbero pianificato attentati in vista del voto presidenziale del 12 giugno. “Un gruppo di persone con passaporto britannico ha giocato un ruolo fondamentale nei recenti scontri”, ha denunciato il ministro. “La Gran Bretagna, - ha continuato, - è tra i paesi che hanno soffiato sul fuoco con la loro pesante propaganda”.
Con la pesante coltre di censura calata sull’Iran, le notizie arrivano tramite Internet. Vari blog ed il social network Twitter si sono rivelati l’arma incontrollabile per far uscire notizie ritenute scomode dal Paese, ed aggiornare il resto del mondo sui duri scontri che ancora sono in corso.
Oggi la Guida Suprema Ali Khamenei ha concesso altri cinque giorni per far luce sulle presunte irregolarità denunciate dai sostenitori di Moussavi, aggiungendo però che “né l’estabilishment né la nazione cederanno ad alcun costo alle pressioni”. Un riferimento chiaro ai Paesi dell’Occidente che, secondo il regime, stanno incitando i manifestanti a scendere in strada per opporsi alla rielezione di Mahmud Ahmadinejad.
L’idea che altri Paesi si celino dietro gli scontri è sempre più forte. Per il ministro dell’Interno, “Gran Bretagna, America e il regime sionista sono dietro le recenti violenze di Teheran”.
 

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di Nico Falco
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