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Le reazioni dopo la scoperta di un nuovo impianto nucleare

Theran, ultimatum da Obama: nessuna opzione esclusa


Theran, ultimatum da Obama: nessuna opzione esclusa
26/09/2009, 04:09

Il ‘tira e molla’ è durato anche troppo, il mondo è unito e gli Stati Uniti vanno oltre: non escludono nessuna opzione per difendere la loro sicurezza. Dopo l’annuncio a tre con Gordon Brown e Nicolas Sarkozy per reagire alla scoperta di un nuovo impianto nucleare segreto a Qom, il presidente americano Barack Obama ha lanciato un nuovo monito al regime degli Ayatollah. Parole dure e decise, che fanno presagire già il peggio nel caso l’Iran non decida di fare un passo indietro: “Quando ci incontreremo il primo ottobre l’Iran dovrà essere chiaro e abbandonare la ricerca di armi nucleari, - ha detto Obama, nella conferenza stampa finale al termine del G20 di Pittsburgh - o si troverà su un sentiero che porta a un confronto”.

“L’Iran è avvisato, - ha insistito il presidente, - in queste ore abbiamo riscontrato una risposta senza precedenti, non solo gli Stati Uniti hanno chiesto un’immediata ispezione sui siti nucleari iraniani ma anche altri Stati come la Francia, l’Inghilterra e la Russia”. Obama ha aggiunto che “anche altri Paesi che fino a sei mesi o un anno fa sarebbero stati riluttanti a discutere eventuali sanzioni hanno detto che è a rischio la sicurezza internazionale”.

Fra i paesi c’è anche la Russia. Il premier Dmitri Medvedev, pur ammettendo che “la situazione è grave”, si è detto fiducioso del fatto che l’Iran fornirà “una prova convincente” delle sue intenzioni pacifiche. Mosca ha chiesto a Teheran “di cooperare” con l’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea). Il progetto del Cremlino, in pratica una mano tesa all’Iran, prevede un’interazione amichevole, che porterebbe al congelamento delle sanzioni “in cambio di un congelamento” dell’arricchimento di uranio. Se questa politica non dovesse funzionare, però, “se la cooperazione non si sviluppa, allora s’impongono altri meccanismi, ne ho già parlato”, ha concluso il premier russo alludendo alle sanzioni.

La via militare, sottintesa da Obama nelle sue dichiarazioni, resta però, anche a detta dello stesso presidente Usa, soltanto l’ultima alternativa nel caso che qualsiasi azione diplomatica non avesse successo. Anche perché, come ha sottolineato Robert Gates, segretario americano alla Difesa, un’azione militare avrebbe l’unico esito di guadagnare tempo, “da uno a tre anni”, sul calendario nucleare segreto dell’Iran.

Il prossimo appuntamento è fissato per il primo ottobre, quando i rappresentati iraniani incontreranno, per la prima volta da oltre un anno, quelli del 5+1, il gruppo che guida i negozianti con Teheran, composto da Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania. L’Italia si è formalmente associata alla richiesta di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, che indicano in due mesi il tempo per i nuovi negoziati; Obama ha però chiesto “un’immediata indagine” sul nuovo sito di Qom da parte dell’Aiea.

Il presidente iraniano Ahmadinejad, da New York, ha reagito alle dichiarazioni di Obama, definendole “un errore”, ed ha ribadito che il proprio Paese “non ha nessun segreto” ed ha intenzione di collaborare con l’Aiea.

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di Nico Falco
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