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"Vogliamo che voi italiani restiate in GB"

Theresa May a Firenze: "Lasciamo la Ue, non l'Europa"


Theresa May a Firenze: 'Lasciamo la Ue, non l'Europa'
22/09/2017, 16:03

FIRENZE - La premier britannica Theresa May è a Firenze. E qui ha lanciato un messaggio all'Unione Europea: "I cittadini hanno votato per Brexit, noi lascermo la Ue nel marzo 2019 ma ci sarà un periodo di attuazione durante le quali ci saranno delle differenze per i cittadini. Chiederemo ai cittadini di registrarsi questo è un mattone importante verso i nostri obiettivi sulla questione migrazione. Quando si realizzerà il partenariato prenderemo il pieno controllo dei nostri confini". E poi ha sottolineato che il partenariato tra Gran Bretagna e Unione Europea deve essere "geniale e creativo". 

Ha poi ammesso che ci sono state frizioni durante le trattative per l'ucita dall'Unione Europea, ma che sono superabili. Ci sono tre questioni attualmente in ballo, che possono essere considerate preliminari: la situazione giuridica dei 3 milioni di stranieri europei nel Regno Unito, i confini terrestri con l'Irlanda e il "conto" di quello che la Gran Bretagna deve pagare per uscire dall'Europa. Sul primo argomento, la May ha lanciato un messaggio incoraggiante agli italiani: "Vogliamo che restiate, siete per noi un valore aggiunto. L'impegno è di assicurare che voi continuate a vivere le vostre vite come prima". Il problema è legale: attualmente i cittadini europei che vivono in Gran Bretagna possono appellarsi alla Corte Europea, in ultima istanza. Un diritto che la Ue intende mantenere per i propri cittadini, ma la Gran Bretagna non è disposta a concederlo. Quindi, l'ultima proposta del governo May è di mantenere la Corte Europea fuori dalla Gran Bretagna, ma fare sì che i giudici inglesi tengano conto delle sentenze europee quando vengono giudicati cittadini ieuropei. Una soluzione molto complessa e che bisogna vedere come verrà integrata in un sistema giuridico come quello anglosassone (diverso da quello degli altri Paesi europei); ma può essere una soluzione di cui discutere

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di Antonio Rispoli
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