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Fuga in avanti francese, la Germania frena. Monti mediatore

Tobin Tax, l'Europa si divide. Cameron: "La bloccheremo"


Tobin Tax, l'Europa si divide. Cameron: 'La bloccheremo'
08/01/2012, 17:01

BRUXELLES - Parigi mette la quinta, Berlino scala le marce, Londra frena. Se l’Eliseo annuncia di voler introdurre la Tobin tax entro l'anno in corso “per dare l'esempio”, la tensione sale tanto a Bruxelles, surriscaldando il dialogo sull’asse tedesco, quanto dall’altra parte della Manica. La proposta francese di introdurre la tobin tax trova il gelo di Berlino, che ribadisce di avere da tempo come obiettivo l'introduzione della tassa sulle transazioni finanziarie, nel contesto dell'Europa a 27 però. A fare da collante per evitare la definitiva spaccatura tra Francia e Germania, è il premier italiano Mario Monti attraverso una mediazione in extremis che, promettendo una nuova apertura di Roma, ha messo in guardia dai tentativi di giocare in solitario su questo argomento.
La Tobin tax sarà comunque uno dei temi dell'incontro bilaterale in programma a Berlino lunedì prossimo fra Nikolas Sarkozy e Angela Merkel, secondo quanto affermato dal portavoce del governo tedesco. A lanciare il sasso era stato in mattinata il consigliere speciale del presidente francese Henri Guaino: “Prima della fine di gennaio ci sarà una decisione sull'introduzione in Francia della tassazione delle transazioni finanziarie”, ha detto su Bfmtv. Parigi aveva già annunciato che una proposta franco-tedesca sarà presentata il 23 gennaio a Bruxelles, e i due Paesi vogliono mettere la proposta in agenda del summit europeo del 30 gennaio. A fine settembre la Commissione europea ha presentato una proposta di introduzione della Tobin tax nell'eurozona a partire dal 2014: la tassa dovrebbe portare alle casse europee 55 miliardi di euro l'anno. “La Germania ha da molto tempo la stessa posizione sulle Tobin tax - ha risposto oggi in conferenza stampa dal canto suo il portavoce del governo di Angela Merkel Steffen Seibert -. L'auspicio di inserirla a livello mondiale non può essere realizzato adesso, ma l'obiettivo di Berlino è che la tassa sulle transazioni finanziarie sia imposta nell'Europa a 27”
I mal di pancia, però, non nascono solo a livello europeo. La Gran Bretagna, attraverso il premier David Cameron, si dice contrario a un tassa sulle transazioni finanziarie europea, a meno che una tale Tobin Tax non venga applicata a livello mondiale. “Una tassa solo europea ci costerebbe posti di lavoro e gettito fiscale, sarebbe nefasta per tutto il continente da cui vedremmo andarsene moltissime aziende finanziarie” ha avvertito Cameron, intervistato dalla Bbc: “Io mi opporrò, a meno che il resto del mondo decida in tempi brevi di adottare una tassa simile”.

TOBIN TAX, 40 ANNI DI POLEMICHE CON LA GRAN BRETAGNA - La tassa sulle transazioni finanziarie è conosciuta come 'Tobin tax', dal nome del premio Nobel per l'economia James Tobin, che la propose nell'ormai lontano 1972. Il premier Mario Monti prese la sua specializzazione a Yale, studiando proprio con Tobin. L'idea di Tobin era diversa dalla tassa di cui si parla oggi. Tobin pensava ad una imposta che potesse colpire tutte le transazioni sui mercati valutari per stabilizzarli, penalizzando le speculazioni valutarie a breve termine e contemporaneamente per procurare delle entrate da destinare alla comunità internazionale. Da 40 anni di acqua ne è passata sotto i ponti e ora la 'Tobin' è pensata per le transazioni finanziarie. L'obiettivo é quello di far pagare al settore della finanza il suo prezzo della crisi e di scoraggiare il trading ad alto rischio.
La City di Londra è il cuore pulsante della Gran Bretagna. Ospita la principale Borsa in Europa, è il più grande mercato valutario al mondo e la maggiore piazza per i derivati sui tassi d'interesse con ricavi di 1.400 miliardi di dollari al giorno, pari al 46% del totale generato a livello globale, secondo i dati della Banca per i Regolamenti Internazionali. Con New York, la City è senza dubbio la capitale finanziaria del pianeta. E' conosciuta anche come Miglio Quadrato perché copre un'area di poco più di uno 'square mile' (1.12 sq mi/2.90 km2).

Ospita oltre 500 banche, di cui circa la metà straniere, e centinaia di società finanziarie. Ogni giorno oltre 300.000 pendolari provenienti da ogni sobborgo dell'immensa metropoli londinese si riversano in questo fazzoletto di terra, situato ad est del West End, per lavoro. Di questi, secondo dati ufficiali, 288.000 operano nel settore finanziario.Una cifra impressionante considerando che in tutta la Gran Bretagna sono poco più di un milione le persone che lavorano nel comparto finanziario.

Rappresenta il 10% del prodotto interno lordo britannico e se dovesse passare la linea franco-tedesca sull'applicazione di una tassa europea sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin Tax, la City da sola fornirebbe un gettito fiscale di 40 miliardi di euro sui 57 che ne genererebbe l'intera Europa, in base alle stime della Corporation of London, l'ente di governo del 'Miglio Quadrato'. Come ha sottolineato un banchiere, "per la Gran Bretagna la City è come il petrolio del Mare del Nord.

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di Davide Gambardella
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