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Tolta la parola a Rivellini che protestava in aula a Strasburgo


Tolta la parola a Rivellini che protestava in aula a Strasburgo
18/04/2012, 16:04


L’europarlamentare Enzo Rivellini (Ppe-Mezzogiorno di Fuoco) ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Ieri sono intervenuto in aula a Strasburgo (video sul mio sito www.enzorivellini.it) durante i lavori della sessione plenaria del Parlamento Europeo e purtroppo non ho potuto concludere il mio intervento.
Stavo denunciando cose molto scomode e spero che non mi sia stata tolta la parola per oscuri motivi ma solo per aver concluso il tempo.
In ogni caso ecco il testo completo del mio intervento: La situazione in Italia è drammatica e il desiderio della nostra partecipazione all'Europa è in crisi. Di fatti i lavoratori italiani non si spiegano perche bisogna restare in Europa quando perdono il lavoro perche grandi aziende chiudono in Italia ed aprono in altre nazioni europee che hanno un costo di lavoro più basso ? Perchè alimentare le casse europee se la BCE apparentemente finanzia il piccolo e medio credito mentre invece aiuta solo gli istituti bancari? Perchè l'Europa manda a casa un governo democraticamente eletto dagli italiani per sostituirlo con tecnici che come unica soluzione alla crisi propongono l'aumento della benzina e delle tasse? Perchè i pescatori italiani al confine con la Croazia dovrebbero amare l'Europa se sono penalizzati da regole che i croati che tra poco entreranno in Europa non rispettano? Perchè devono entrare nell’Ue, a sfruttarsi le nostre risorse, Paesi che hanno nulla a che vedere con il vecchio continente che ha confini ben definiti dalla storia: le rocce di Stone Age ad Occidente, il grano di Budapest ad Oriente, la porta di Brandeburgo al Nord e Castel del Monte al Sud. È l'Europa dei popoli o è l'Europa dei grandi poteri?
Pertanto chiedo se non è il caso di valutare che anche l'Italia stia in Europa come la Gran Bretagna che ha mantenuto una sua identità e una sua moneta. Gli italiani amano e vogliono l'Europa, ma che sia l'Europa dei popoli e non l'Europa dei poteri forti. Se non cambiamo le nostre politiche l'anti-politica spazzerà via un sogno chiamato Europa».

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di Redazione
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