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La falla non è stata otturata. Obama deluso

"Top Kill" ha fallito, dietrofront degli Stati Uniti


'Top Kill' ha fallito, dietrofront degli Stati Uniti
30/05/2010, 09:05

NEW YORK - L’operazione “Top Kill” non ha funzionato. La pressione della sorgente petrolifera  sottomarina non si è stabilizzata, ed è quindi impossibile iniettare il cemento nella falla a largo del Golfo del Messico. A dichiararlo sono stati fonti della Bp, la società responsabile del disastro ecologico che ha creato la "Marea nera".
Intanto, le prime stime sui danni provocati dall’incidente non sono confortanti: secondo un gruppo di ricercatori della Louisiana, che hanno analizzato i fondali della zona, la macchia di petrolio è talmente ampia e tanto densa da oscurare le luci di un sottomarino. Come spiega Giuseppe Caselli, chief operating officer delle attività di perforazione della Saipem, servono dai 30 ai 50 anni per biodegradare il petrolio in profondità, che quando si deposita sui fondali distrugge il sistema anaerobico e impedisce la prima fascia della catena alimentare.
Una vera e propria catastrofe, quindi, alla quale si cercherà di porre rimedio nei prossimi giorni (ma ce ne vorranno almeno 4) con una nuova operazione. Stavolta si tratta di LMRP ("Lower Marine Riser Package"), un piano che prevede di otturare la tubatura che fuoriesce dal pozzo per inserirne un’altra e catturare almeno una parte di greggio.
Deluso il presidente USA Barack Obama : "E' un fallimento che infuria e spezza il cuore.
La mia amministrazione non avrà pace finché la perdita non sarà contenuta, le acque della regione non saranno decontaminate e le vittime di questo disastro provocato dall'uomo non saranno ricompensate", ha assicurato.

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di Ornella d'Anna
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