Dal mondo / Medioriente

Commenta Stampa

Occupata l'ambasciata del Qatar, Turchia in stato d'allerta

Torna la tensione tra la Siria e la Lega Araba

Il governo chiede un summit con i paesi della confederazione

Torna la tensione tra la Siria e la Lega Araba
13/11/2011, 17:11

DAMASCO - Torna a lievitare la tensione in Siria e sui suoi confini. Damasco chiede un summit arabo urgente per discutere il conflitto in corso nel paese e le sue ricadute, mentre il numero uno dell'organizzazione panaraba ha annunciato che si sta pensando a un “meccanismo per la protezione dei civili”, una dichiarazione accompagnata con l'allusione a una possibile richiesta di pronunciamento del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite simile a quella che ha aperto la strada all'intervento militare in Libia. A motivare tale richiesta è la decisione di ieri della Lega Araba che ha sospeso la partecipazione del regime di Bashar el Assad alle sue riunioni.
La Lege Araba, insomma, sembra voler aumentare la pressione su Damasco, dove è in corso un conflitto che ha provocato, secondo l'Onu, circa 3.500 morti. Il segretario generale dell'organizzazione panaraba ha detto che è allo studio “la messa in opera d'un meccanismo per proteggere i civili in Siria”. Ha parlato da Tripoli, in una conferenza stampa congiunta con il capo del Consiglio nazionale di transizione libico Mustafa Abdeljalil e proprio al caso libico ha fatto riferimento. La Lega araba, infatti, dopo aver sospeso il regime di Muammar Gheddafi, il 12 marzo, chiese al Consiglio di sicurezza Onu di proteggere la popolazione libica. Cinque giorni dopo, l'organo esecutivo del Palazzo di Vetro ha adottato una risoluzione con cui s'è instaurata una zona d'esclusione aerea e s'è autorizzato l'uso della forza per proteggere i civili, da cui dopo pochi giorni è iniziato l'intervento militare.
Al Arabi ha spiegato oggi, relativamente alla vicenda libica, che la Lega è stata obbligata a chiedere la protezione internazionale per la popolazione civile. E, poi, ha aggiunto, “non c'è niente di male ad andare al Consiglio di sicurezza, che è l'unica organizzazione in grado d'imporre” quelle misure. La Siria s'è detta favorevole ad accogliere la visita di ministri dei paesi arabi per valutare 'in loco' la situazione siriana. Questa visita dovrebbe aver luogo prima del 16 novembre, data in cui dovrebbe diventare effettiva la decisione di ieri della Lega araba. La delegazione dovrebbe essere accompagnata da "osservatori, esperti, civili e militari e dei media arabi". 
Dopo la decisione di ieri della Lega Araba, la tensione a Damasco e nelle altre città è salita immediatamente. Ieri sera dimostranti arrabbiati sono saliti sul tetto dell'ambasciata del Qatar a Damasco e, secondo quanto oggi ha denunciato con forza Riad, hanno assaltato e saccheggiato la sede diplomatica dell'Arabia saudita, mentre le forze di sicurezza di Assad restavano ferme. Tentativi di assalto sono avvenute anche nei confronti di sedi diplomatiche transalpine ad Aleppo e Latiqia, tanto che il ministero degli Esteri francese ha convocato l'ambasciatore siriano, signora Lamia Shakkur, per richiamare Damasco “al rispetto degli obblighi internazionali”. Parigi tenta da mesi di ottenere presso il Consiglio di sicurezza dell'Onu la condanna di Damasco. La Turchia, infine, ha mandato un aereo per rimpatriare per motivi di sicurezza i famigliari dei diplomatici e alcuni membri dello staff da Damasco, mentre l'ambasciatore resterà al lavoro. Le strade della capitale siriana sono oggi state riempite dai sostenitori di Assad, che hanno manifestato in diversi punti della città.

Commenta Stampa
di Davide Gambardella
Riproduzione riservata ©