Dal mondo / Medioriente

Commenta Stampa

Atto dopo condanna a Alì Hassan

Tre autobombe a Bagdad, 36 morti


Tre autobombe a Bagdad, 36 morti
25/01/2010, 21:01

BAGDAD – Nuova strage a Bagdad. Tre autobombe sono state fatte esplodere vicino agli hotel nel centro cittadino, vicino alla zona verde ad alta sicurezza. Il primo bilancio che arriva dalle autorità del posto conta almeno trentasei morti e settantuno feriti. Si tratta di numeri comunque provvisori,  forniti dai responsabili della polizia irachena e dal ministero della difesa. Gli attentati sono avvenuti poco prima che un portavoce del governo annunciasse l'avvenuta condanna a morte di Ali Hassan al Majid, detto Alì il chimico, braccio destro e cugino dell'ex presidente Saddam Hussein.
Le esplosioni avvengono a meno di due mesi dalle elezioni legislative, nonostante il rafforzamento delle misure di sicurezza nella capitale irachena dopo i sanguinosi attentati di agosto
il primo detonatore è stato fatto esplodere alle 15.40 locali (le 13.40 In Italia), nei pressi dell’hotel Palestine. Successivamente due autobombe sono esplose vicino all'hotel Babylon e all'albergo al Hamra, molto frequentato da giornalisti occidentali.
Un gesto di ribellione operato da un gruppo di ribelli iracheni a quanto pare vicini ad Ali Hassan. Alì “il chimico” era considerato uno dei più feroci esponenti del deposto regime. Era già stato condannato a morte per la repressione delle ribellioni curde e sciite alla fine degli anni '80 e a inizio degli anni '90, in particolare per il suo ruolo nella strage di Anfal, quando furono uccisi 180.000 curdi. Successivamente è stato ritenuto responsabile e condannato per "crimini contro l'umanità" a seguito della repressione sciita del 1991 e del 1999. La sua condanna era stata annunciata la scorsa settimana. Le autorità temevano una ribellione, ma le misure di sicurezza prese nelle circostanze sono servite a poco o nulla. Secondo fonti della sicurezza, le vittime sono in gran parte civili iracheni e solo in minima parte sono stati colpiti poliziotti o agenti della sicurezza locale.

Commenta Stampa
di Salvatore Formisano
Riproduzione riservata ©