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Monta la rabbia anti Usa nei Paesi islamici

Tripoli annuncia l’arresto di sospetti killer di Bengasi

Allerta ai massimi livelli. Obama telefona Morsi

Tripoli annuncia l’arresto di sospetti killer di Bengasi
13/09/2012, 19:36

TRIPOLI - Allerta ai massimi livelli per l’ondata di proteste contro gli Stati Uniti. Monta, infatti, la rabbia anti Usa, dopo il trailer del film blasfemo su Maometto prodotto in America. L’attenzione resta puntata ovviamente sulla Libia, dove le autorità hanno reso noto di aver eseguito i primi arresti per l’attacco al consolato di Bengasi,  in cui sono morti l’ambasciatore a Tripoli e altri tre americani. Sull’attacco, intanto, indaga un pool indipendente di magistrati, a cui presto si affiancherà un team di investigatori americani: la pista privilegiata per il momento resta sempre quella qaedista, mentre un gruppo salafita, Katibat Ansar al-Sharia, ha negato il suo coinvolgimento.

Intanto, Barack Obama ha chiamato al telefono i colleghi di Egitto e Libia per chiedere garanzie sulla protezione dei cittadini e degli interessi americani. Il presidente egiziano, Mohamed Morsi, si è impegnato a proteggere “turisti e rappresentanze diplomatiche straniere”, ma ha avvertito che gli insulti al Profeta “sono una linea rossa che non va oltrepassata”. Le proteste dilagano in molti Paesi del mondo arabo e islamico. A Sanaa due manifestanti yemeniti sono stati uccisi, decine sono rimasti feriti durante un tentativo di assalto all’ambasciata Usa. Centinaia di persone avevano lanciato pietre e dato alle fiamme automobili davanti alla rappresentanza diplomatica per protestare contro il film amatoriale su Maometto prodotto negli Usa. In Afghanistan il presidente Hamid Karzai ha annullato una visita all’estero per seguire la situazione e ha disposto il blocco definitivo di YouTube per evitare la diffusione del trailer del film blasfemo. A Teheran 500 giovani si sono radunati davanti all’ambasciata svizzera, che cura gli interessi americani in Iran, urlando  “Morte all’America” e scandendo minacce contro il regista della pellicola. Proteste sono state segnalate anche in Marocco, a Gaza e a Tel Aviv.

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di Redazione
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