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Intanto l'italia evacua altre 1100 persone

Tripoli, Gheddafi in piazza: "Uccideremo chi protesta"


Tripoli, Gheddafi in piazza: 'Uccideremo chi protesta'
25/02/2011, 20:02

TRIPOLI – E’ arrivato personalmente in piazza Verde a Tripoli per animare la folla. Il leader libico Muammar Gheddafi ha detto oggi ai suoi sostenitori che quando sarà necessario aprirà gli arsenali per armare il suo popolo contro il “nemico”. “Rispondete alle tv e alle radio della menzogna” - ha aggiunto. “I depositi di armi sono aperti per armare il popolo e assieme combatteremo, sconfiggeremo e uccideremo chi protesta”. “Guarda Europa, Guarda America, questo è il popolo libico, questo è il frutto della Rivoluzione”, ha esclamato mentre la gente lo acclamava. Infine, l’invito a ballare ed essere felici.
Intanto, nella sola giornata di oggi ci sono stati decine di morti e feriti, uccisi per mano delle forze militari che hanno sparato sui manifestantii. Alcune aree della capitale sono sotto il controllo degli oppositori, mentre altri quartieri, principalmente attorno a Bab al-Azizia, restano nelle mani dell'esercito e dei sostenitori di Gheddafi. Il vice-ambasciatore libico presso le Nazioni Unite, passato all'opposizione, ha detto che il paese nordafricano bloccherà presto l'esportazione di petrolio per ragioni di sicurezza, anche se l'industria non sarà danneggiata, e ha invitato il Consiglio di Sicurezza a varare sanzioni contro il regime. La settimana prossima dovrebbe arrivare anche l'ok da parte dell'Ue ad una serie di sanzioni contro il paese.
Mentre Gheddafi lancia baci ai suoi sostenitori, invitandoli a combattere, nel resto del Mondo prosegue il rimpatrio degli stranieri dalla Libia. L'Italia ha già evacuato 1.100 persone, e la Farnesina ha reso noto che le "decine" di connazionali che restano saranno portati via entro 48 ore.
In Libia cominciano anche a scarseggiare cibo, carburante e soprattutto medicine; come riferito dal Pam (Programma mondiale dell’alimentazione), in mancanza di rifornimenti la situazione è destinata rapidamente a peggiorare.

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di Ornella d'Anna
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