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Il presidente costretto a scappare. Scontri nella notte

Tunisi, assalto al palazzo presidenziale: ucciso nipote Ben Alì


Tunisi, assalto al palazzo presidenziale: ucciso nipote Ben Alì
16/01/2011, 21:01

TUNISI - Non cessa la rivolta in Tunisia, nonostante il coprifuoco imposto dalle autorità per arrestare la spirale di violenza determinata dall’aumento indiscriminato dei prezzi. Mentre la notte scorsa negli scontri si sono registrati ben 66 morti, oggi il palazzo presidenziale di Cartagine, un sobborgo di Tunisi, è stato attaccato da un migliaio di uomini armati. 
Il nipote della moglie dell'ex presidente tunisino Ben Ali, è morto nell'ospedale militare di Tunisi, in seguito a una ferita da arma da taglio risalente a due giorni fa. È la prima persona della grande famiglia di Ben Ali che muore in seguito alle violente proteste scoppiate nelle ultime settimane. Trabelsi era un influente uomo d'affari, divenuto noto dopo esser stato menzionato in un documento diffuso da WikiLeaks in cui si diceva che aveva rubato uno yacht appartenente al capo della banca d'affari francese Lazard. Al Jazeera riferisce anche che il genero di Ben Ali, Salim Shayboub, è stato arrestato.
Non si sa se all'interno dell'edificio si trovi il presidente ad interim Foued Mebazaa, che si è insediato dopo la fuga del presidente Ben Ali. Scontri sono in corso fra uomini armati e soldati, affiancati da poliziotti. Gli uomini armati sarebbero ex membri della guardia presidenziale tunisina fedeli a Ben Ali. "Vi ho compreso e voglio soddisfare le vostre rivendicazioni" ha detto Ben Ali in diretta televisiva, il suo terzo discorso dall'inizio dei disordini in Tunisia. Con un tono diverso dai precedenti, Ben Ali ha promesso riforme ed auspicato la riconciliazione nel Paese. Ha anche detto di aver vietato alle forze dell'ordine di sparare sui manifestanti e ha fatto una distinzione tra questi e i criminali "che approfittano della situazione".
Il presidente tunisino, al potere dal 1987, ha annunciato la creazione di una commissione nazionale indipendente "composta da personalità credibili" con il compito di "rivedere la legge elettorale per preparare le elezioni del 2014": questa legge dovrà introdurre una "distinzione tra le elezioni legislative e presidenziali", che finora invce si svolgono contemporaneamente. Ben Ali ha detto anche di non volersi ricandidare.
"Siamo tutti responsabili per riportare la pace e la sicurezza e per guidare il Paese verso un'epoca migliore", ha concluso il presidente. In un primo discorso, il 28 dicembre, Ben Ali aveva denunciato una "strumentalizzazione politica di alcune parti", sottolineando nel contempo "l'imperativo di rispettare le libertà di opinione e di espressione". In un secondo discorso ai tunisini, il 10 gennaio, Ben Ali aveva promesso 300.000 posti di lavoro in due anni e denunciato degli "atti di terrorismo" orchestrati dall'estero.

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di Davide Gambardella
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