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Ancora altissima la tensione nel paese africano

Tunisia: la polizia spara per disperdere la folla

Il giornalista dissidente Taoufik Ben Brik si candida

Tunisia: la polizia spara per disperdere la folla
20/01/2011, 18:01

TUNISI - Contro la famiglia dell'oramai ex presidente Zine al-Abidine Ben Ali si è scatenato un vero e proprio terremoto popolare, fiscale e politico. Dopo la deposizione di Ben Ali e la sua conseguente fuga in Arabia Saudita, anche diversi ministri e praticamente tutti i componenti del comitato centrale del suo partito sono stati costretti alle dimissioni. I conti svizzeri della famiglia sono stati congelati e, una banca di proprietà di suo genero Sakher Materi, è stata posta sotto sequestro dalla banca centrale tunisina.
La Tv di Stato, diffonde ad intervalli regolari le immagini dei beni confiscati agli ex dirigenti politici ed in particolare ai familiari dell'ex, potentissimo premier. Al contempo, il nuovo governo d'interim promette una totale rottura con il passato e si dimostra duro ed intransigente con le misure punitive adottate contro chi ha guidato il paese per 23 anni.
Tuttavie le proteste continuano e, a Tunisi, la polizia ha sparato alcuni colpi in aria per disperdere la folla rabbiosa radunatasi davanti alla sede dello storico partito Rcd. Nonostate gli spari, però, i manifestanti non hanno arrestrato di un passo ed hanno continuato a rivendicare le proprie accuse contro la corruzione che ha infestato la classe politica tunisina negli ultimi decenni e che, solo pochi giorni fa, ha fatto esplodere una vera e propria rivoluzione.
Diversi sono stati i dissidenti che hanno già fatto trapelare l'intenzione di candidarsi alla presidenza dello stato africano. Tra questi, il più rappresentantivo, è il giornalista Taoufik Ben Brik; imprigionato per sei mesi a causa di un'aggressione che, secondo i suoi sostenitori e diverse associazioni internazionali per i diritti umani, rappresentava solo un pretesto per punire il cronista colpevole di aver scritto alcuni articoli critici contro Ben Ali.
Come si legge anche su Reuters, sia Brik che tutti gli altri oppositori dell'ex premier, si sono però dichiarati interdetti riguardo la presenza, nel nuovo governo, di numerosi ministri che in passato hanno lavorato per e con il presidente rifugiatosi in Arabia Saudita. All'agenzia inglese, il giornalista ha infatti dichiarato:"Quello che dico è che l'Rcd dovrebbe lasciare il potere e dico anche che i burattini di Ben Ali dovrebbero andarsene e raggiungerlo in Arabia Saudita".
Ed è proprio questa rivendicazione, tra l'altro più che condivisibile, a mantenere accese le proteste e la tensione in tutto il paese. Intanto, sempre Brik, assicura arrembante:"Sarò il primo presidente di una Tunisia rivoluzionaria, sarò il primo presidente moderno e democratico del mondo arabo".

IL FACOLTOSO GENERO DI BEN ALI
Tra i familiari di Ben Ali coinvolti nelle indagini del nuovo governo (che hanno già portato all'arresto di 30 persone con l'accusa di crimini contro lo Stato) c'è il giovane magnate Sakher Materi. Poco più di trent'anni, genero dell'ex premier, Materi era titolare della Ziytouna Bank; la prima banca islamica della Tunisia che è stata posta sotto sequestro dalla banca centrale.
Materi, da Dubai, ha fatto sapere di essere disposto a sottoporsi ad ogni tipo di indagine da parte del nuovo esecutivo. Il suo impero, come ricorda sempre Reuters, non comprende solo banche ma anche media e telecomunicazioni.

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di Germano Milite
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