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Fuori i partiti illegali

Tunisia, varato il nuovo Governo. Sono morte 78 persone

Moncef Marzouki: "E' una farsa" e si presenta alle elezioni

Tunisia, varato il nuovo Governo. Sono morte 78 persone
17/01/2011, 20:01

Le violenze e i disordini che hanno portato alla caduta dell'ex presidente tunisino Zine el Abidine Ben Ali hanno causato 78 morti e 94 feriti: lo ha reso noto il ministro degli Interni di Tunisi, Ahmed Friaa. Il precedente bilancio ufficiale, stilato prima della caduta di Ben Ali - fuggito all'estero venerdì scorso - parlava di soli 11 morti.
La maggior parte delle persone rimaste uccise è stata vittima della brutale repressione della polizia nelle zone centro-occidentali del Paese. Friaa ha anche sottolineato come vi siano "numerose vittime tra le forze di sicurezza, senza precisare se siano rimasti uccisi negli scontro con i manifestanti o sotto il fuoco dei miliziani fedeli a Ben Ali.
Dall’agenzia Afp si apprende che il premier tunisino Mohammed Ghannouchi ha trasmesso al presidente ad interim Foued Mebazzaa la lista dei Ministri del nuovo esecutivo di unità nazionale. Il nuovo governo è stato presentato oggi: da questo sono esclusi però i partiti dichiarati illegali sotto il passato regime. Il governo è formato da 24 Ministeri, ed è stato abolito il dicastero dell'Informazione, accusato di censurare la libertà di espressione nel Paese.
Dell'esecutivo, che dovrà gestire l'interim fino allo svolgimento di nuove elezioni politiche previsto entro un massimo di sei mesi, come confermato dallo stesso Ghannouchi, fanno parte dei rappresentanti della società civile e tre leader dei partiti di opposizione.
Oltre a Ghannouchi, sono stati riconfermati altri sette Ministri del precedente governo, fra cui i titolari di Esteri e Interni, Kamel Morjane e Ahmed Kriaa; rimarrebbero invece esclusi i rappresentanti del Partito Comunista Tunisino e del movimento islamico di Ennahdha, che erano stati dichiarati illegali dall'ex presidente Zine el Abidine Ben Ali.
Il premier ha specificato che tutti i partiti che ne faranno richiesta saranno legalizzati, annunciando inoltre la liberazione di tutti i prigionieri politici, la revoca del divieto della attività di tutte le Ong (fra cui la Lega Tunisina per i Diritti dell'Uomo) e la "libertà totale di informazione". Sabato scorso Mebazaa, aveva promesso nel discorso di investitura che nessun movimento sarebbe stato escluso dal processo democratico: alle consultazioni tuttavia hanno partecipato solo i partiti dell'opposizione cosiddetti "legali", che avessero rappresentanza parlamentare o meno. Restano così al momento esclusi il partito Comunista di Hamma Hammami e il partito islamico Ennhadha di Rached Ghannouchi, che dal suo esilio londinese si era dichiarato disposto a partecipare ad un esecutivo di unità, oltre ad alcuni movimenti minori di matrice liberale. Moncef Marzouki, leader storico dell'opposizione tunisina e massimo dirigente del Congresso per la Repubblica, ha annunciato la propria candidatura alle prossime elezioni presidenziali, definendo "una farsa" l'annuncio del nuovo governo.

 

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di Redazione
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