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L'uomo era vicario del nunzio apostolico

Turchia: ucciso a coltellate vescovo Luigi Padovese


Turchia: ucciso a coltellate vescovo Luigi Padovese
03/06/2010, 15:06

ISKENDERUN (TURCHIA) - Ucciso a coltellate dal proprio autista: così ha trovato la morte Luigi Padovese, 63 anni, vescovo in Turchia e vicario del nunzio apostolico (per il Vaticano il nunzio apostolico è l'equivalente di un ambasciatore e - anche se viene negato - fa parte del servizio segreto del Vaticano stesso, ndr). L'episodio è stato comunicato dall'emittente turca Ntv, che ha anche riferito delle precise responsabilità dell'autista.
SI tratta del terzo fatto di sangue in cinque anni che coinvolge un religioso italiano in Turchia. Nel 2005 fu ucciso, sempre a coltellate, padre Santoro, in una chiesa di Smirne, mentre recitava messa; nel 2007 un'altra aggressione, per fortuna non letale, fu scatenata contro padre Adriano Franchini, francescano, superiore della Custodia di Turchia.
Ma non bisogna credere che la Turchia sia un covo di estremisti, anche se le tensioni esistono. Lo stesso Padovese, in una recente intervista, l'aveva detto: "Per capire l'attuale situazione che vivono i cristiani in Turchia oggi occorre riandare agli anni settanta e lì focalizzare in particolare due fenomeni concomitanti: da un lato il ridimensionamento dell'islam da parte di Ataturk, che oggi invece cerca di riprendere vigore e forza; dall'altro un nazionalismo sempre più forte e reattivo a fronte della crescente paura di perdere consenso all'interno della società. Questo spiega e motiva gli attacchi che periodicamente e sempre più frequentemente riceve la comunità cristiana, sia ortodossa sia latina sia protestante, pur essendo una minoranza. Vi è anche da considerare il fatto che il cristianesimo latino in passato veniva spesso, e anche oggi accade,  considerato come un elemento estraneo all'islam e alla sua società, per una sorta di lunga memoria storica, che ha collegato il cristianesimo all'occupazione di potenze straniere. Tuttavia l'islam turco non è monolitico, ma anzi estremamente variegato. Recentemente sono riemersi gruppi a orientamento sufi, notoriamente più tolleranti"

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di Antonio Rispoli
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