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La protesta giunge dopo il monito della cancelliera Merkel

Ucraina, manifestanti occupano ministero Politiche agricole

Il presidente Yanukovych non darà alcuna concessione

Ucraina, manifestanti occupano ministero Politiche agricole
24/01/2014, 09:37

KIEV - Stamane il palazzo del ministero delle Politiche agricole, a Kiev, è stato preso d’assalto ed occupato da manifestanti antigovernativi. Già nella serata di ieri sera erano  stati attaccati dai dimostranti cinque consigli regionali, che chiedono le dimissioni dei governatori nominati dal presidente Ianukovich. Si tratta degli edifici che ospitano le assemblee di Leopoli, Rivne, Ternopil, Khmelnytsky e Cherkassy. La nuova mobilitazione giunge all'indomani del monito lanciato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, che a Viktor Yanukovych ha chiesto di abrogare tutte le leggi che limitano i diritti dei cittadini ucraini.
La riposta del Presidente ucraino è stata secca: nessuna concessione. Linea ferma da parte di Viktor Yanukovich che non ha cambiato idea nemmeno nella seconda tornata di colloqui con i leader delle principali forze di opposizione, protrattisi fino alla tarda serata di ieri: lo ha annunciato uno dei tre interlocutori del presidente filo-russo, l'ex campione del mondo d pugilato Vitaly Klitschko, dell'Alleanza Democratica Ucraina per le Riforme.
"Ore e ore di discussione sono state spese su niente. L'unica cosa su cui siamo riusciti a trovare un accordo è l'impegno a far rilasciare tutti gli attivisti detenuti - ha spiegato Klitschko - non ha alcun senso sedere al tavolo negoziale con qualcuno che ha già deciso di raggirarti". "Vergogna!", è stato il ruggito che si è levato in risposta dalla folla radunata in Piazza dell'Indipendenza, cuore di Kiev e delle proteste pro-europeiste. "Io spero sinceramente che non ci saranno ulteriori spargimenti di sangue, e che nessuno sarà ucciso", ha proseguito il pugile ritiratosi di recente per dedicarsi completamente alla politica. "Io sopravviverò, ma temo che ci saranno altri morti, è di questo che ho paura. Comunque", ha concluso, "non ci arrenderemo".
Di analogo avviso i suoi compagni: Oleh Tiahnybok dei nazionalisti di Svoboda, e Arseniy Yatsenyuk, già ministro dell'Economia e ora alla testa dell'Unione Pan-Ucraina “Patria”, partito dell'ex premier Yulia Tymoshenko, attualmente in carcere. Se Tiahnybok è rimasto più sul vago, accennando alla "necessità di consultazioni con l'opinione pubblica sull'esito dell'incontro", Yatsenyuk è stato categorico: "C'era una lista di richieste che non sono state accolte. Ci tireremo indietro? No!", ha esclamato. "E quindi erigeremo altre barricate".
Gli ha fatto eco ancora Klitschko: "Io credo che si debba procedere passo dopo passo: oggi alcune città, domani saranno di più. Oggi alcune barricate, domani di più", ha ripetuto. "Amplieremo il territorio di Maidan, che è un'isola di libertà, finché non ci saranno stati ad ascoltare!", ha avvertito, usando il nome di Piazza dell'Indipendenza in lingua locale.

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di Redazione
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