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153 miliardi persi per l'aumento dei non occupati

UE, soccorso ai giovani, varato il pacchetto occupazione

Entro 4 mesi dalla fine degli studi, una proposta di lavoro

UE, soccorso ai giovani, varato il pacchetto occupazione
05/12/2012, 21:11

BRUXELLES - Una perdita di 153 miliardi di euro, pari all'1,2% del pil Ue, che sale al 2% per alcuni paesi come l'Italia, la Grecia e l'Irlanda: questo è il costo dell'aumento del numero di giovani sino a 25 anni (12,9% nel 2011) che né lavorano né studiano né si formano, i “Neet” (Not in employement, education or training). La Commissione europea ha deciso così di correre ai ripari, lanciando un maxi pacchetto di misure per l'occupazione giovanile. Al centro, lo “Youth Guarantee Scheme” (Garanzia per la gioventù), un meccanismo ispirato da quelli già esistenti in Austria e Finlandia che prevede che entro 4 mesi dalla fine degli studi o dall'entrata in disoccupazione tutti i giovani sino a 25 anni debbano vedersi proporre un lavoro, un apprendistato, un tirocinio o un nuovo ciclo di studi. Spetterà agli stati membri darsi da fare per mettere in piedi tutte le necessarie collaborazioni con le parti sociali, sotto l'occhio vigile di Bruxelles che seguirà l'attuazione delle raccomandazioni nell'ambito delle procedure Ue del semestre europeo. A livello di finanziamenti, un ruolo centrale sarà giocato dal Fondo sociale Ue ma anche dei fondi strutturali. Per il momento non ci sono ancora cifre, perché si aspetta l'esito dei negoziati sul bilancio Ue 2014-2020: maggiori saranno i tagli, così come chiedono per esempio Gran Bretagna e Olanda, minori saranno le risorse per combattere la disoccupazione giovanile, che ha superato il 30% in paesi come Italia, Portogallo e Irlanda, e il 55% in Spagna e Grecia. Tra le altre misure messe a punto da Bruxelles, la creazione di un Quadro di qualità per i tirocini e di un'Alleanza europea per gli apprendistati, ma anche una serie di misure per la mobilità giovanile tramite Eures, il portale del lavoro che mette in contatto domanda e offerta dei 27 paesi Ue. E a chi obietta che queste misure avranno un costo, il commissario Ue agli affari sociali Laszlo Andor ribatte: “Il costo del non agire sarebbe ancora più elevato”.

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di Valerio Esca
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