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Il Commissario alla Giustizia Reding pronta ad intervenire

Ue: teniamo d'occhio il ddl intercettazioni italiano


Ue: teniamo d'occhio il ddl intercettazioni italiano
21/06/2010, 11:06

BRUXELLES (BELGIO) - Non preoccupa solo una metà degli italiani, il ddl intercettazioni. Dopo le critiche ricevute dall'amministrazione americana, dall'Ocse e da molti giornali internazionali, preoccupati dell'indebolimento che questa legge provoca nella lotta all'illegalità, Anche la Commissaria europea alla Giustizia, la lussemburghese Viviane Reding, lo dichiara, intervistata da Repubblica. Naturalmente la Commissione europea ha dei limiti, può intervenire sulle leggi solo dopo che sono state approvate, ma, precisa la Reding, "quando verrà adottato darò mandato ai miei esperti di verificare se sia di competenza europea e se ci siano implicazioni di diritto comunitario. Nello scrivere e nel far applicare la legislazione europea, infatti, la Commissione difende sempre la libertà dei media, la libertà di espressione, la libertà d'informazione e in particolare la libertà della stampa. Per questa ragione assicurerò che le istituzioni e gli stati membri sostengano e confermino questi valori e queste libertà quando implementano le norme comunitarie". Questo perchè, prosegue, "la libertà dei media è anche un valore fondamentale per tutti gli stati Ue che hanno ratificato la Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Nel giugno 2009, quando ero ancora commissario Ue ai Media, ho sostenuto la Carta sulla libertà di stampa, che non è legalmente vincolante ma che ha un altissimo valore simbolico. Ebbene, all'articolo dieci sottolinea i principi base che i governi devono rispettare quando hanno a che fare con i giornalisti, come il divieto di censurare, il libero accesso alle fonti e la libertà di trovare e pubblicare le notizie".

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di Antonio Rispoli
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