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Sale la tensione, l'ambasciata a Tripoli è circondata

Ultimatum di Gheddafi alla Svizzera


Ultimatum di Gheddafi alla Svizzera
22/02/2010, 11:02

TRIPOLI (LIBIA) - Sale improvvisamente la tensione, nella querelle tra Libia e Svizzera. Questa mattina un cordone di polizia è stato stretto intorno all'ambasciata svizzera in Libia, per impedire a chiunque di uscire. Poco prima, lo stesso leader Muhammar Gheddafi aveva lanciato un ultimatum al governo svizzero, di consegnare immediatamente Max Goeldi e Rachid Hamdani, due uomini di affari svizzeri che si erano rifugiati da settimane nell'ambasciata. I fatti risalgono allo scorso luglio, quando Hannibal Gheddafi venne arrestato a Ginevra, insieme alla moglie, per avere picchiato due inservienti dell'hotel dove i due appoggiavano. Per ripicca Gheddafi fece arrestare questi due uomini d'affari svizzeri, che però sfuggirono, riparando nell'ambasciata. Nel frattempo c'è stata la storia dei visti d'ingresso, con la Libia che ha respinto decine di persone provenienti dall'area Schengen, compresi una quindicina di italia. 
Oggi questa azione di forza, a cui i due svizzeri hanno risposto in maniera diversa. Infatti Hadmani, approfittando del fatto di avere il doppio passaporto (svizzero e tunisino) è scappato in auto verso il confine occidentale della Libia per poi riparare in Tunisia; mentre Goeldi ha annunciato che si consegnerà alle autorità locali.
In mattinata c'è stata anche la telefonata del Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, al leader libico Gheddafi, per "consultazioni bilaterali", secondo quanto annunciato dalle agenzie di stampa di Tripoli.

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di Antonio Rispoli
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