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UN ALTRO CRONISTA UCCISO IN RUSSIA


UN ALTRO CRONISTA UCCISO IN RUSSIA
21/03/2008, 20:03

Un altro giornalista morto in Russia. Morte sospetta, un omicidio a colpi d’arma da fuoco. Su commissione? L’ultimo cronista è stato ammazzato a Makhatchkala, capitale della repubblica del Daghestan nel Caucaso russo, poche ore dopo la scoperta, a Mosca, del cadavere di un altro reporter, specialista di affari caucasici. Lo ha annunciato la polizia, senza stabilire però un collegamento fra i due casi. "Gadji Abachilov è stato ucciso da alcuni sconosciuti che gli hanno sparato mentre era a bordo della sua automobile a Makhatchkala. Il suo autista è stato ricoverato in ospedale", ha dichiarato per telefono alla France Presse Mark Tolchinski, portavoce del ministero dell'interno russo nel Daghestan. Abachilov dirigeva l'emittente televisiva Daghestan. Secondo Tolchinski niente, per il momento, consente di collegare l'uccisione di Abachilov, svoltasi nel pieno centro di Makhatchkala, a quella di Ilias Shurpaiev, 33 anni, giornalista originario del Daghestan e inviato del primo canale televisivo per il Caucaso russo, trovato morto strangolato nella sua camera da letto a Mosca, con ferite da taglio e una cintura attorno al collo. Shurpaiev non si considerava affatto un dissidente: ma il suo nome era apparso su un quotidiano daghestano, 'Il tempo attuale', come uno dei cronisti che “discreditavano” la piccola repubblica autonoma del Caucaso del nord. Il giornalista aveva lavorato molto nei teatri più caldi del paese e del Caucaso ex sovietico, dalla Cecenia al Daghestan, dall'Inguscezia alle repubbliche georgiane secessioniste di Ossezia del sud e Abkhazia. Teneva un blog su internet dove poche ore prima della morte aveva commentato la decisione di “Il tempo attuale” di includerlo in una lista nera: "Così ora sarei un dissidente?che stupidaggine! Non ho mai fatto politica in Daghestan, neanche a livello di piccoli enti locali, perché sono troppo pigro e non ho mai tempo". La morte di Shurpaiev si inserisce in una lunga lista di giornalisti uccisi nella Russia post-sovietica col sistema degli omicidi su commissione.

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di Giulio d'Andrea
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