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Mark Basseley Youssef ammette di aver usato false identità

Un anno di carcere per l’autore del film su Maometto


Un anno di carcere per l’autore del film su Maometto
08/11/2012, 18:23

LOS ANGELES - Mark Basseley Youssef, l’autore del film su Maometto “La libertà dei musulmani” che ha provocato violente proteste nel mondo islamico è stato condannato ad un anno di carcere.
In tribunale, Youssef ha amesso di aver usato false identità e di aver violato la libertà condizionata, imposta nel 2010 dopo una condanna per frode. L’avvocato dell’uomo aveva richiesto gli arresti domiciliari ma il giudice distrettuale Christina Snyder ha respinto la richiesta, sottolineando gli inganni perpetrati e l'uso di nomi falsi durante la lavorazione del film. Secondo l'accusa, diversi attori hanno dichiarato di aver avuto la carriera rovinata da Youssef, che aveva detto di voler girare un film in costume sull'antico Egitto ma ha poi doppiato i dialoghi facendone un film contro Maometto. Youssef, un cristiano copto emigrato dall'Egitto nel sud della California, era stato condannato nel 2010 per una truffa bancaria da 800mila dollari. Numerose sono state le violente proteste nel mondo musulmano dopo la diffusione del video che  è stato usato come pretesto per l'assalto al consolato americano di Bengasi in cui è morto l'ambasciatore Chris Stevens. Il film non è mai stato diffuso nelle sale cinematografiche.
Intanto, nella Repubblica Islamica uscirà a breve il documentario “Il Profeta”, realizzato come risposta degli ayatollah a “The Innocence of Muslims”, il film blasfemo sul profeta Maometto prodotto negli Usa. Secondo l'agenzia d'informazione ufficiale Irna, il documentario è “la prima risposta mediatica del mondo musulmano al diffamatorio film americano” e sarà tradotto, oltre al farsi, anche in inglese e arabo.
Si tratta di una produzione congiunta della Società per il dialogo tra l'islam e il cristianesimo e l'Associazione dei canali tv e radio islamici. Il Profeta, prosegue l'Irna, è stato girato in diversi Paesi tra cui Australia, Iran, India, Armenia, Città del Vaticano, Italia e Arabia Saudita.

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di Erika Noschese
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