Dal mondo / Europa

Commenta Stampa

Un crocefisso o una bandiera?


Un crocefisso o una bandiera?
30/06/2010, 18:06

La Grande Camera della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo sta per decidere sul ricorso del governo italiano in merito alla sentenza della Corte di Strasburgo che ha stabilito il divieto, per lo Stato italiano di avere leggi che impongono la presenza di taluni simboli religiosi e non di altri. Perchè in Italia ci sono due Regi decreti (uno del 1924 e uno del 1928) che impongono nei luoghi pubblici la presenza del crocefisso, della bandiera italiana e del ritratto del re. Il ritratto non c'è più; della bandiera non gliene importa niente a nessuno, ma resta il crocefisso.
E' giusto che sia così? In realtà no, e per due motivi. E sono due motivi che riguardano il cristianesimo, lasciando da parte il fatto che la presenza del crocefisso è una violazione della Costituzione, che prevede un'Italia laica. Il primo motivo sta nel fatto che è Gesù stesso che nel Vangelo dice che non c'è bisogno di immagini di alcun tipo, perchè chi crede ha Dio nel cuore. Non ha quindi bisogno di un idolo da adorare, perchè, parlando oggettivamente, il crocefisso non è altro che questo.
Il secondo è un po' più complesso. Di solito si dice che il cristianesimo fa parte delle nostre radici culturali, per questo è giusto che il crocefisso ci sia. Ma quali radici culturali? La Chiesa nei suoi 1700 anni di storia (prima di Costantino non contavano nulla i cristiani) è sempre stata una fattore di conservatorismo, di lotta al progresso sociale e culturale, di repressione e schiavizzazione della popolazione. Non c'è un solo singolo episodio in cui si possa dire: "Qui c'è stato un progresso culturale promosso dalla Chiesa". Le nostre radici non ben altre, vengono dall'Egitto. Potrà sembrare strano, perchè di solito si dice che la nostra cultura deriva da quella greca o da quella greco-romana. Vero, ma ai tempi dei greci, se uno non aveva passato almeno una decina di anni nella biblioteca di Alessandria d'Egitto non era nessuno, culturalmente parlando. Poi naturalmente, col passare del tempo, il centro culturale in Europa si è spostato in Grecia, poi a Roma. Dopo il 350 d.C. non c'è un centro culturale in Europa, salvo in Inghilterra, dove si sviluppa una cultura druidica, morta poi perchè nulla viene tramandato con la scrittura. Di solito poi si dice che il successivo centro culturale si sviluppa in Italia, ma ciò è parzialmente falso. Infatti la cultura che si forma è sterile: pittura, scultura, poco altro. Gli scienziati come Leonardo da Vinci o Galileo Galilei scappano via o trovano un mecenate che li protegga dalle ire della Chiesa. Successivamente, i principali progressi scientifici e culturali sono fieramente avversati dal Vaticano: la stampa di Guttenberg, per esempio; o nel '700 l'Illuminismo francese; o poi la teoria evoluzionistica di Darwin. Per fortuna però con l'andare del tempo il potere della Chiesa si è ridotto ed ormai viene esercitato solo sull'Italia, grazie all'inettitudine della classe politica che c'è.
E, anche se la cosa è paradossale, il crocefisso nelle scuole ne è un simbolo. E' il simbolo che dentro quelle mura chi comanda davvero è la Chiesa. Tanto è vero che i professori di religione sono nominati dalla Diocesi competente senza alcuna graduatoria, anche se poi sono pagati con i nostri soldi; sono inamovibili se non dalla Diocesi stessa. Per cui, per esempio, tra gli 80 mila insegnanti che i ministri Tremonti e Gelmini hanno licenziato negli ultimi tre anni, non ci sono insegnanti di religione. Quelli che erano in sovrappiù sono stati dirottati su altre materie. Per cui adesso ci sono scuole dove l'insegnante di religione fa italiano o storia o matematica, con i risultati, per l'apprendimento dei ragazzi, che si possono immaginare. Un altro esempio del potere della Chiesa è che quasi nessun istituto scolastico prepara programmi alternative per le ore di religione, come pure dovrebbe essere obbligatorio; si tratta di un piccolo trucco, imposto dal Vaticano, per costringere anche chi non vuole a partecipare alle ore di religione. E potrei continuare. Il crocefisso non è altro che il simbolo di questo impossessamento, un po' come la bandiera poteva essere una volta il simbolo che si era conquistato un nuovo territorio.
A questo punto qualcuno chiederà: ma che c'entra tutto questo discorso col Vangelo? Beh, è una evidente violazione dell'unico insegnamento veramente rivoluzionario del Vangelo, il che spiega perchè la Chiesa lo ignori con tanta ostentazione. Quale insegnamento? "Date a Cesare quel che è di Cesare e date a Dio quel che è di Dio".Per paradossale che sia, il vero cristiano, cioè colui che segue quanto è scritto nel Vangelo, è un laico, nel momento in cui segue questa frase. Essere laici questo significa: tenere separati il mondo spirituale da quello materiale. Il laico non è vero che non crede in un Dio, quello è l'ateo. Ma il laico non pretende di imporre le proprie idee e la propria religione - quali che esse siano - agli altri. E la presenza del crocefisso in aula, agli occhi del laico, è una inutile violenza sulle idee in formazione dei ragazzi

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©