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L’accusa è di residenza illegale nel paese pakistano

Un mese e mezzo di carcere per tre vedove di bin Laden

Condannate a pagare anche una multa e al rimpatrio

Un mese e mezzo di carcere per tre vedove di bin Laden
02/04/2012, 18:04

ISLAMABAD - Un mese e mezzo di carcere per tre vedove di Osama bin Laden, insieme a due loro figlie. La motivazione che ha spinto un Tribunale pakistano ad infliggere questa pena è da ricercare nel fatto che le donne in questione soggiornavano illegalmente in Pakistan. L’accusa, dunque, è quella di “residenza illegale” nel Paese. A diffondere la notizia è stato proprio il fratello di una delle tre, sottolineando che le autorità governative le ha obbligate anche a pagare una multa pari a 10.000 rupie (110 dollari) e ha chiesto alle nazioni d’origine delle donne, ossia Arabia Saudita e Yemen, di farle rientrare in tempi brevi.
Attualmente agli arresti domiciliari a Islamabad, le vedove, più due figlie adulte di Osama, Maryam e Sumaya, rispettivamente 21 e 20 anni, rischiavano inizialmente una condanna fino a cinque anni di carcere. Secondo l’avvocato della famiglia bin Laden, il loro rimpatrio dovrebbe essere organizzato in tempi brevi. Le donne rappresentano un “prezioso bottino”, in quanto posseggono le risposte a cui i servizi segreti occidentali intendono arrivare dopo gli attentati alle Torri Gemelle nel 2011. Le mogli hanno collaborato con le autorità a vari livelli: gli investigatori riferiscono che le due donne più anziane, Kharia Hussain Sabir e Siham Sharif, entrambe cittadine saudite, “si rifiutano, in gran parte, di fornire aiuto nelle indagini”. Tuttavia, Fateh, rimasta ferita durante il raid che uccise suo marito, “ha parlato”.

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di Antonio Formisano
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