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Secondo l'Asahi Shimbun un milione in meno

Un milione di turisti giapponesi in meno in Italia


Un milione di turisti giapponesi in meno in Italia
21/07/2009, 10:07

Tassisti abusivi che chiedono fino a 100 euro per la tratta Fiumicino-Roma centro (quando la tariffa ordinaria è di 40 euro), ristoratori furbastri che spillano oltre cento euro di mancia agli stranieri e servizi scadenti: queste simpatiche "tradizioni" della capitale, secondo il notissimo quotidiano del Sol Levante Asahi Shimbun (oltre 5 milioni di copie), avrebbero determinato un massiccio forfait da parte dei turisti nipponici i quali, nella stagione estiva del 2009, preferirebbero evitare il bel paese ed in particolare Roma. Colpa, secondo il quotidiano giapponese, degli eccessivi furbastri, ladruncoli e di una qualità dei servizi scadente.
Certo è che, se le cifre diffuse dal giornale riguardo il calo di presenze sono reali, non c'è da stare allegri visto che, in un periodo di così forte crisi economica, la risorsa turistica è fondamentale per il Pil. Alle allaramanti dichiarazioni dell'Asahi Shimbun, però, si contrappongono le rassicurazioni del presidente di Confcommercio Roma e Lazio Cesare Pambianchi: "I giapponesi vengono da un Paese che forse ha qualche mariuolo in meno, ma dei prezzi veramente eccessivi. Forse per questo hanno meno turismo dell'Europa. Roma e l'Italia continuano ad essere pieni di turisti, che spesso tornano, non solo per visitare le bellezze storico-artistiche, ma anche per la qualità dei servizi offerti". Tra chi denuncia una realtà poco accogliente e chi tende a sminuire la visione pessimistica con giustificazioni forse un po' forzate, probabilmente, la verità si trova giusto nel mezzo. Vero che il Giappone presenta un costo dei servizi eccessivo (che collima però con l'assoluta efficienza degli stessi) e che, fortunatamente, l'Italia è ancora tra i paesi favoriti dai turisti di tutto il mondo; vero anche, però, che in effetti il vizio tutto italico della furberia non favorisce per niente quel sano e vitale processo di fidelizzazione del turista e il benefico fenomeno del ritorno e del buon passaparola. Il suggerimento più immediato e pragmatico, ad oggi, sarebbe quello di punire in maniera esemplare chi truffa i turisti (ad esempio facendo chiudere per sempre i ristoranti che impongono tariffe illegali) di modo da offrire un deterrente convincente a chi è dotato di furbizia ma di scarsissima intelligenza e, per qualche spicciolo in più, infanga il nome dell'intero paese e di chi, da cittadino e commerciante onesto, questo paese lo abita e lo rispetta.

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di Germano Milite
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