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Uno scenario falso per raccontare una realtà taciuta

Un po'di fantastoria: l'Iran attacca gli Usa


Un po'di fantastoria: l'Iran attacca gli Usa
03/12/2011, 21:12

Proviamo ad immaginare uno scenario. A Denver, a Chicago, ad Orlando scoppiano delle bombe fuori dagli uffici del Municipio o all'uscita delle chiese la domenica, facendo decine di morti. Ben otto scienziati statunitensi, che lavorano a programmi governativi, muoiono, cinque in incidenti molto sospetti e tre perchè esplode la macchina in cui sono entrati ed hanno girato la chiavetta. Un altro scienziato viene rapito e scompare per tre mesi, prima di riuscire a mettere le mani su un computer e a postare su Youtube un messaggio in cui dice di essere stato rapito e che sta cercando di scappare. Facendo le normali indagini, si scopre che fonte di tutto è l'Iran, attraverso gruppi terroristici. Si scopre anche che una delle principali basi dove questi terroristi vengono addestrati si trova in Messico, a poche decine di chilometri dal confine con gli Usa.
Cosa succederebbe in questo caso? Facile immaginarlo: l'Iran verrebbe raso al suolo. Aerei e missili, nulla sarebbe risparmiato per bombardare tutte le principali città iraniane. Inoltre sicuramente l'Italia e gli altri Paesi della Nato darebbero una mano, trasformando il Paese in un deserto di fuoco. E in Europa non ci sarebbe un giornale che non farebbe titoli cubitali contro l'Iran, spiegando che è stato giusto, per impedire ulteriori attacchi, ulteriori vittime civili, ulteriori stragi.
Beh, questo sta accadendo da almeno tre anni a questa parte. Solo che sta accadendo a parti invertite. L'attacco all'Iran lo stanno sferrando Stati Uniti ed Israele. Non direttamente, ma usando gruppi terroristici, come i Jundallah o i Mujaheddin per il popolo. Con i primi che si addestrano in Afghanistan, in una zona, al confine con l'Iran, il cui controllo è totalmente nelle mani degli statunitensi, al punto che non c'è neanche un afgano (ufficialmente sono stati spostati; ma vallo a sapere se è così). Hanno a disposizione una base e materiali e finanziamenti praticamente illimitati per addestrarsi. Mentre in Iran in diversi casi ci sono state bombe lasciate davanti alle moschee il venerdì (che equivale alla nostra domenica, per quanto riguarda i riti nelle chiese) o davanti agli uffici pubblici. Otto scienziati che partecipano al programma nucleare sono morti, 5 per incidenti sospetti, tre perchè è esplosa la macchina quando l'hanno messa in moto (in due di questi casi, l'esplosione ha investito ed ucciso anche la moglie). Un altro scienziato, che era andato in Arabia Saudita per una delle festività islamiche, è stato rapito, torturato e drogato negli Usa, finchè non è riuscito a far sapere la sua situazione tramite un video su Youtube. Pochi giorni dopo però apparentemente la stessa persona ha postato un altro messaggio in cui diceva che quello precedente era falso; ma questo secondo messaggio era troppo freddo ed innaturale, non sembrava vero.
Il tutto senza che sui giornali occidentali esca una sola sillaba. Anzi, si montano storie false, come quella di Sakineh Mohammadi Ashtoni, di cui ho parlato altre volte: un semplice caso di omicidio - moglie ed amante che insieme lo uccidono - trasformato, mediante una marea di balle raccontate su tutti i mass media, in un caso da intervento internazionale. Si è parlato di processo per adulterio (In Iran è reato solo se lo si fa davanti a quattro testimoni), di lapidazione (in Iran non ci sono lapidazioni dal 2002, cioè da quando il Paese ha adottato la moratoria stabilita dall'Onu), di torture, e così via. La fonte? Un terrorista dei Mujaheddin per il Popolo, scappato dall'Iran dopo l'ennesimo attentato a cui aveva partecipato come basista ed amico del figlio di Sakineh. Non certo affidabile, quindi, ma lo diventava dopo che i giornali e le TV, con molta malafede, lo qualificavano come avvocato dell'imputata.
Ma adesso siamo ad un passo successivo: preparano l'invasione. i caccia israeliani si sono addestrati nella base aerea di Decimomannu (sul mare hanno simultao un bombardamento di precisione dopo un lungo volo, come quello che sarà necessario per colpire l'Iran), mentre gli Usa e la Gran Bretagna, oltre a fornire aerei e missili, dovrebbero fornire anche le truppe per l'invasione terrestre: dal confine con l'Iraq e dal confine con l'Afghanistan due colonne entrerebbero in territorio iraniano, puntando su Teheran per stringerla d'assedio. Il tutto è stato descritto in diversi articoli su diversi quotidiani inglesi (Times, Guardian) e mai smentito. L'obiettivo ufficiale è frenare la corsa dell'Iran al nucleare, ma quella è una balla. L'obiettivo vero è la conquista dei pozzi petroliferi iraniani che, dopo quelli dell'Arabia Saudita e dell'Iraq, producono il petrolio migliore.
Ma sarà possibile conquistare il Paese? L'Iran ha quasi 100 milioni di abitanti. Se uno su 10 decide di imbracciare un fucile, non basteranno i 100 mila uomini che gli Usa vogliono mandare all'attacco; neanche con l'immensa potenza di fuoco che garantiscono aerei, elicotteri e carri armati. Inoltre si sottovaluta un dettaglio: l'orgoglio nazionale. Argomento difficilmente comprensibile per noi, ma lì è la prima cosa che viene inculcata. Possono esistere lotte e divisioni di ogni tipo, persino rivolte; ma se arriva un "nemico" esterno, allora si ricompattano tutti contro di lui. E' come per l'Afghanistan, ma in maniera ancora più intensa. Perchè in Afghanistan l'aiuto di qualche tribù agli eserciti occidentali, per brevi periodi c'è stato. In Iran non c'è speranza: si potrà avere l'aiuto di qualche centinaio o di qualche migliaio di iraniani (i vermi leccaculo si trovano ad ogni latitudine) ma il grosso sarà contro.
E noi italiani che faremo? Ancora i servi degli Usa, andando ad invadere l'Iran, come facemmo nel 2001 con l'Afghanistan e nel 2003 con l'Iraq? O rispetteremo l'articolo 11 della Costituzione, che dice che l'Italia ripudia la guerra?

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di Antonio Rispoli
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