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UN SATELLITE CHE FA DIALOGARE IL BURUNDI CON IL MONDO


UN SATELLITE CHE FA DIALOGARE IL BURUNDI CON IL MONDO
25/11/2008, 15:11

 

Alla fine di ottobre, due tecnici volontari, Michele Lepora e Oscar Ivan Restrepo Sanchez, si sono recati in missione in Burundi per installare le stazioni di ricetrasmissione, che si collegano al satellite Panamsat, posto in orbita geostazionaria sull'oceano indiano, previste dal Progetto Amahoro (www.proamahoro.org), promosso dal Comune di Carignano e da numerosi partner locali, tra cui En.A.I.P. Piemonte.
 
«E’ stata una settimana intesa di lavoro per poter collegare i nostri amici burundesi a Internet – spiega Francesca Costero, Coordinatrice del tavolo di progetto- al fine di combatterne l’isolamento; in questo momento, infatti, queste sono le uniche forme di collegamento stabile con il mondo. Rispetto ad una normale connessione ad internet, quella a banda larga via satellite risulta essere particolarmente vantaggiosa sia da un punto di vista economico - le normali connessioni telefoniche sono particolarmente costose - che da quello tecnico – permette infatti applicazioni veloci e complesse».
 
Facilitare l’accesso alle nuove tecnologie, comunicare e aprire i giovani burundesi al confronto con i coetanei europei risulta, quindi, essere una sfida particolarmente impegnativa e importante, soprattutto per garantire un futuro migliore alle nuove generazioni.
 
Grazie a questa azione del progetto, ad esempio, gran parte della popolazione ha potuto seguire con grande attesa le recenti elezioni americane, in Burundi particolarmente sentite per la candidatura di Barak Obama, il cui padre è nato proprio in quella zona dell’Africa.
 
Il progetto "Amahoro" sta suscitando un grandissimo interesse sia nella pubblica amministrazione che nella gente: anche i medici Egiziani dell’ospedale di Bururi hanno chiesto di poter vedere un protocollo di aggiornamento terapeutico via Internet: senza questo servizio avrebbero impiegato settimane a ricevere le informazioni corrette.
 
Anche la Diocesi di Bururi sta utilizzando le apparecchiature, infatti, i problemi di comunicazione che fino a poco tempo fa persistevano, ora sono molto diminuiti. Per ciò che si sta facendo con il progetto, dal Burundi sono giunti all’Enaip i ringraziamenti di don Salvatore: «Merci beaucoup pour ce que vous êtes en train de faire. Nous allons réfléchir ensemble pour un très un grand bien pour notre population, en particulier pour notre jeunesse».
 

Nelle vacanze natalizie un’equipe di volontari, informatici e formatori in ambito dell’animazione, si recherà in Burundi per proseguire con le azioni previste dal progetto e, in particolare, per allestire le aule di informatica e svolgere la formazione in campo ricreativo

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di Redazione
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