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In una causa intentata da un signore dell'Illinois

"Un topo nella Pepsi? Impossibile, si sarebbe sciolto"


'Un topo nella Pepsi? Impossibile, si sarebbe sciolto'
05/01/2012, 16:01

ILLINOIS (USA) - Si appresta una battaglia legale non facile per la Pepsi, il cui rischio non è di perdere la causa (sarebbero 50 mila euro, una cifra irrisoria per l'azienda) ma di perdere la faccia.
I fatti risalgono al 2009. Il signor Ronald Ball decide di acquistare ad un distributore automatico una lattina di Mountain Dew, una delle bevande fatte dalla Pepsi. Bevendola, percepisce qualcosa di strano, ma non si rende conto di cosa sia. Finchè, svuotata la lattina, si rende conto che all'interno c'è un topo. La scoperta gli provoca un attacco di vomito (vai a vedere se perchè è un tipo sensibile psicologicamente o perchè il liquido gli aveva fatto male). Telefonò all'ufficio reclami della Pepsi, che mandò un incaricato sul posto. Il quale si mostrò scettico sulle dichiarazioni di Ball, affermando che se veramente ci fosse stato un topo, esso si sarebbe dissolto, assumendo una consistenza gelatinosa. Una dichiarazione sorprendente solo in apparenza: negli Usa è consentito usare gli oli vegetali bromurati, che sono usati anche per impedire i ritorni di fiamma. In Europa è una sostanza proibita, ma negli Usa è consentito l'uso, sia pure in qualtità limitata.
In questi giorni inizia la causa, al centro della quale, però - come dicevo - non c'è l'episodio in sè, ma un fatto di immagine. In un Paese dove è ammessa la pubblicità comparativa senza eccessivi limiti, la Coca Cola ed altre società del settore farebbero a pezzi la Pepsi, togliendole quote di mercato.

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di Antonio Rispoli
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