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USA: 17 MILIONI HANNO GIA' VOTATO, OBAMA FAVORITISSIMO


USA: 17 MILIONI HANNO GIA' VOTATO, OBAMA FAVORITISSIMO
31/10/2008, 13:10

Sono ben 32 su 50, gli Stati che ammettono il voto anticipato; chi per posta, chi in maniera simultanea alla registrazione alle liste elettorali, necessaria per poter votare. E sono già 17 milioni - secondo le stime di Michael McDonald, della George Manson University, considerato uno degli migliori analisti del voto anticipato - coloro che hanno già votato; mentre saranno circa un terzo del totale quelli che voteranno prima del quarto settembre. E quello che sta emergendo va tutto a favore di Obama, finora. Innanzitutto, finora c'è una parità tra democratici e repubbliani, tra coloro che si sono registrati; e questo già è un vantaggio, visto che tradizionalmente il voto anticipato è una caratteristica finora sempre più marcata tra i repubblicani. Continuano poi - in base ai sondaggi - a crescere i dubbi di vittoria in molti degli Stati chiave per i repubblicani: Virginia, New Mexico, Georgia, Montana, North Dakota, e tanti altri, sono stati dove i testa a testa sono diventati nei sondaggi vittorie democratiche e vittorie sicure per i repubblicani sono diventati testa a testa. CNN dice che Obama ha in tasca sicuri 291 seggi, per New York Times, NBC e Zogby si fermerebbe a 286, per ora; ma ci sono quelli incerti che potrebbe anche vincere. McCain cerca di trarre forza dall'incertezza di alcuni Stati che portano molti voti, come Florida (27) oppure Ohio(21) dove si dice sicuro di vincere, ma se il razzismo del cittadino americano non ha il sopravvento o se non eliminano il candidato di colore, per John McCain ci vuole un miracolo anche solo per salvare la faccia.

Ma continuano i segnali di un razzismo crescente in molti posti degli USA. Per esempio sono stati arrestati Joe Fischer, 22 anni, studente dell'università dell'Okhlahoma, e Hunter Bush, 21 anni, entrambi di Lexinton, per avere impiccato un manichino a cui avevano messo una maschera di Obama. Ed adesso Fischer rischia di essere cacciato dalla sua università, per questa bravata.

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di Antonio Rispoli
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