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USA: -2 AL VOTO, OBAMA AD UN PASSO DALLA CASA BIANCA


USA: -2 AL VOTO, OBAMA AD UN PASSO DALLA CASA BIANCA
03/11/2008, 08:11

Non molla neanche un istante, Barack Obama, nella sua campagna elettorale; e i sondaggi gli danno ragione. Sono 8 gli Stati che, col sistema da loro usato, finiscono con l'essere decisivi: Florida, Ohio, Missouri, Virginia, Nevada, Pennsylvania, Indiana e North Carolina. Di solito il candidato che ottiene la maggioranza di questi otto Stati, caratterizzati dal fatto di dare dai 15 ai 27 voti ognuno, diventa Presidente. E se i sondaggi non verranno stravolti dal voto, Obama dovrebbe vincere in sei di questi otto Stati, garantendosi la vittoria. Zongby, considerata una delle società di sondaggi più prestigiose, assegna al Senatore del'Illinois 328 voti, contro i 270 necessari. E ci sono molte decine di voti incerti, in quanto si corre sul filo dell'ultimo voto; quindi potenzialmente il dato potrebbe essere ancora superiore.

Ma c'è un altro dato che sorprende: l'affluenza all'early voting, cioè il voto anticipato. Abbiamo già superato i 20 milioni di votanti, cioè circa il 10% dell'intero corpo elettorale, e si stima che alla fine si supererà il record di affluenza del Dopoguerra, nel 1960 tra John Fitzgerald Kennedy e Richard Nixon, quando andò a votare il 63,8% degli aventi diritto; più difficile che si batta il record assoluto del 1908, quando furono il 67,8% degli statunitensi a scegliere chi li dovesse governare. Ma allora dal corpo elettorale erano escluse le persone di colore, che adesso sono l'asse portante per Obama, ma non solo. Infatti, se in un sondaggio il 94% degli afroamericani hanno detto di voler votare per il candidato di colore, solo il 57% dei bianchi ha detto che farà lo stesso per il suo rivale repubblicano.

Già, e McCain? Non sta con le mani in mano, ma sembra disperato, politicamente parlando. Sabato è andato alla nota trasmissione satirica Saturday Live Night, dove, con una falsa Sarah Palin ha scherzato su se stesso, facendo il televenditore; ma per risolvere la campagna elettorale a suo favore gli ci vuole quasi un miracolo. Anche perchè ormai le gaffe della candidata vicepresidente sono solo una palla al piede per lui.

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di Antonio Rispoli
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