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Stavolta le domande le pone il pubblico

Usa 2012: secondo round in tv tra Obama e Romney

80 elettori indecisi porranno i quesiti ai due pretendenti

Usa 2012: secondo round in tv tra Obama e Romney
16/10/2012, 18:06

NEW YORK - Serata cruciale per la corsa alla Casa Bianca con il presidente Barack Obama e lo sfidante Mitt Romney che si confrontano in diretta tv per il secondo faccia a faccia. A porre le domande questa volta sarà il pubblico in sala, 80 elettori indecisi selezionati dalla società di sondaggi Gallup, riuniti all'Università Hofstra di Hampstead, a Long Island, location prescelta per il dibattito più temuto dai candidati quello “town hall”, il format aperto alla gente e dunque il più imprevedibile. La prima domanda dal pubblico selezionata dalla moderatrice, la giornalista della CNN Cindy Crowley, sarà per Romney. Secondo Time Magazine, Obama e Romney hanno firmato un Memorandum of Understanding che impegna la Crowley a non fare domande o osservazioni per approfondire i quesiti del pubblico, limitando il suo ruolo alla scelta dei temi e al controllo sui tempi.  La giornalista, già travolta dalle critiche, ha assicurato che non si limiterà “a fare tappezzeria”. Obama cerca la riscossa, dopo la povera performance dello scorso 3 ottobre che lo ha fatto scivolare nei sondaggi alla pari con Romney se non lievemente al di sotto. I candidati non parleranno dal podio, come nel precedente confronto, ma saranno seduti su due sgabelli, quindi completamente visibile, e potranno muoversi liberamente. I riflettori saranno puntati proprio sul linguaggio del corpo e la loro empatia con gli elettori. Romney scenderà nell'arena forte della sua vittoria al primo dibattito ma dovrà vincere il sospetto di coloro che lo considerano troppo ricco per connettere con i problemi dei poveri e della classe media. Il distacco e l'impazienza manifestati dal presidente Geroge Bush padre nel 1992, sorpreso dalle telecamere a guardare l'ora durante il dibattito “town hall” contro Bill Clinton, gli costarono con tutta probabilità l'elezione. Nel 2004 ebbe la peggio Al Gore che si alzò in piedi avvicinandosi un po’ troppo al rivale, George W. Bush, che lo ridicolizzò con lo sguardo.

Le regole del dibattito:

Sarà il pubblico il protagonista del secondo dibattito presidenziale tra Barack Obama e Mitt Romney alla Hofsra University di Hampstead a Long Island, New York. Il presidente americano e il candidato repubblicano alla Casa Bianca devono rispondere a domande di politica interna ed estera davanti a un’ottantina di elettori locali (della Nassau County) selezionati da due organizzazioni che si occupano di indagini di mercato, la Dr Frank Newport e la Gallup. In America lo chiamano il “town hall meeting”.

Il pubblico. Si tratta di elettori “uncommitted”, vale a dire indecisi ma già registrati. Insomma, persone che andranno a votare ma che non hanno ancora stabilito a chi dare la loro preferenza. E che sono state scelte sulla base delle differenze di razza, religione, fascia sociale e reddito.  

Le domande. Quelli che vogliono fare una domanda devono scriverla su due cartoncini: uno resta a loro, l'altro va alla moderatrice della serata, la nota conduttrice della Cnn Cindy Crowley. E’ lei che ha il compito di selezionare in anticipo le domande, eliminando doppioni e cercando di toccare i temi più diversi, ma anche una gamma più ampia di persone, per sesso, età e interessi.  

I tempi. Il confronto dura 90 minuti. In passato, in dibattiti con questo format, sono state rivolte tra le 12 e le 16 domande. Stavolta però il tempo a disposizione dei candidati per rispondere a ogni domanda è un po' di più, due minuti. Per questo si prevedono non più di una decina di quesiti. Per ogni domanda, poi, è previsto anche un eventuale minuto supplementare in cui il candidato può chiarire la sua posizione su richiesta della moderatrice.

No a fischi e applausi. Come stabilito dalla Commissione sui dibattiti presidenziali, è vietata qualunque manifestazione di assenso o dissenso da parte del pubblico.

Ruolo moderatrice. Gli staff di Mitt e Barack hanno firmato una sorta di memorandum in cui si chiede alla Commissione che regola i dibattiti di suggerire alla Crowley di svolgere un ruolo minimo: dare la parola, controllare i tempi, ma evitare ogni possibile commento o chiosa, soprattutto dopo le domande del pubblico.

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di Valerio Esca
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