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Ma la Cbs dice che è tutto regolare

USA: al Superbowl polemiche per uno spot antiabortista


USA: al Superbowl polemiche per uno spot antiabortista
29/01/2010, 15:01

USA - Per gli Stati Uniti c'è una data in cui si ferma tutto: èla sera del Superbowl, cioè la finale del campionato di football americano. Non c'è un contraltare in Italia. Anche la finale dei campionati del mondo di calcio, con l'Italia in finale, non ha la stessa capacità di attraione del Superbowl. Per questo gli spot sono costosissimi: 30 secondi sulla Cbs (la TV che trasmette la partita) arrivano a costare più di 2 milioni di euro. Nonostante l'enormità della cifra, Focus on the family, un gruppo cattolico ultraconservatore del Colorado ha deciso di acquistare uno spazio per trasmettere uno spot antiabortista, basato sulla storia di uno dei giocatori in campo. La signora Pam Tebow nel 1987 contrasse una malattia mentre era in viaggio nelle Filippine. Quando tornò i medici - per evitare rischi legali - le consigliarono di abortire, per poterla curare senza nuocere al feto. Lei rifiutò il suggerimento, guarì e suo figlio è Tim Tebow, il quarterback (cioè il giocatore che nel football passa il pallone) dei Florida Gators, una delle squadre di football americano. Ora, c'è innanzitutto un problema di realisticità: la richiesta dei medici era prudenziale, ma ignorarlo ha fatto correre un rischio alla donna. Ma cosa fare di fronte ad una richiesta molto più motivata? Magari dove c'è un rischio di vita anche per la madre?
Poi c'è un problema etico: infatti la Cbs trasmette questo spot, nonostante una legge che mette al bando gli spot di associazioni e gruppi di pressione; anche se ultimamente - dice la Cbs - il bando è stato notevolmente attenuato.
Tuttavia la stessa Cbs ha rifiutato di trasmettere uno spot pubblicitario per un sito per cuori solitari gay, ManCrunch.com. Anche se la risposta ufficiale in questo caso è stata che il rifiuto è motivato dal fatto che tutti gli spot erano stati venduti.

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di Antonio Rispoli
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