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Azienda accusata di discriminazione razziale

USA: Apple non vende agli iraniani

Ultimo caso in uno store in Georgia

USA: Apple non vende agli iraniani
20/06/2012, 21:06

WASHINGTON - Polemiche in America per il rifiuto di alcuni negozi Apple di vendere i loro prodotti a clienti iraniani: l'ultimo episodio e' accaduto ad Alpharetta, in Georgia, ad una studentessa di 19 anni con nazionalita' americana ma di origine iraniana. La giovane, Sahar Sabet, era con uno zio nel negozio Apple dove stava scegliendo un iPad da mandare ad un cugino in Iran e un iPhone per se stessa quando il commesso le ha chiesto che lingua stava parlando. La ragazza ha detto: "Parlo Farsi, sono di provenienza iraniana", ma a quel punto l'impiegato le ha spiegato che non poteva venderle alcun articolo. "Non posso, i nostri Paesi non hanno buone relazioni - avrebbe detto il commesso - Apple proibisce di vendere a paesi sotto embargo".
Lo stesso trattamento è stato riservato anche a Zack Jafarzadeh, che ha accompagnato un amico iraniano in un Apple Store di Atlanta.
Tornando alla vicenda di Sahar Sabet, è tornata una seconda volta nel punto vendita accompagnata da una giornalista di WSBTV. Lo stesso dipendente ha spiegato che il suo comportamento è dovuto a una norma presente nella policy di Apple riguardante le esportazioni, vietate in paesi come l’Iran, Cuba, la Corea del Nord, il Sudan e la Siria. La ragazza ha inoltre chiamato il servizio clienti , che si è scusato per l’accaduto e ha suggerito di effettuare l’acquisto online.
 Ma Sabet e' cittadina americana e ora accusa l'azienda di Cupertino di discriminazione: "l'impiegato non aveva alcun diritto di chiedermi di dove fossi ", ha detto ai media Usa la ragazza.
  Ma l'episodio ha spinto il Concilio per le relazioni americano-islamiche (Cair) a chiedere formalmente che "Apple riveda le sue politiche di vendita, assicurando che nessun cliente venga discriminato per razza, religione, o nazionalita'"

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di Anna Carla Broegg
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