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Lo denuncia il Washington Post

Usa, condanne a morte causate da errori dell’Fbi


Usa, condanne a morte causate da errori dell’Fbi
18/07/2013, 17:49

Denuncia shock da parte del Washington Post. Secondo il quotidiano statunitense, infatti, sarebbero stati oltre 27 i casi di persone condannate a morte per un errore di valutazione da parte dell’Fbi, basati su esagerazioni di natura scientifica. L’indagine, condotta su oltre un migliaio di condanne a morte, ha avuto inizio nel luglio del 2011 dal ministero della Giustizia. I 27 casi indicati sono il frutto della prima analisi approfondita.
Il quotidiano scrive inoltre che è ancora da stabilire in quante occasioni tra quelle esaminate si sia arrivati a condanne immotivate o errori capaci
di annullare le sentenze.
I casi di condanna a morte fin ora esaminati attentamente sono oltre 120. L’indagine è arrivata dopo la denuncia del Washington Post – risalente all’anno scorso – secondo cui le autorità sapevano da anni che errori di valutazione dell'Fbi potevano aver portato comunque alla condanna di persone innocenti.
Secondo il report, alcuni esperti dell’Fbi esageravano il valore legato a ritrovamenti di capelli sulla scena del crimine, arrivando frettolosamente a identificazioni poi rivelatesi erronee nonostante ci siano regole – risalenti agli anni ’70 – secondo cui la presenza di capelli sulla scena del delitto non può essere utilizzata per una sicura identificazione. 

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di Erika Noschese
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