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Il numero di richieste di sussidi è salito di 2 mila unità

Usa: crescono i disoccupati


Usa: crescono i disoccupati
12/08/2010, 16:08

MILANO - Sono cresciute a sorpresa le nuove richieste di sussidi di disoccupazione settimanali negli Stati Uniti, ai massimi da circa sei mesi. Lo comunica il Dipartimento del Lavoro di Washington. Il numero di nuove domande è salito di 2 mila unità a 484 mila nella settimana terminata il 7 agosto scorso. Gli analisti si aspettavano al contrario un calo di 14 mila. Nella media delle quattro settimane, le domande di nuovi sussidi sono aumentate di 14.250 a 473.500, il massimo dal 20 febbraio scorso, contro un atteso calo a 465 mila.
BORSE IN CALO - E proprio il dato Usa ha avuto pesanti riflessi sulle Borse. In Europa i listini giravano in negativo, mentre a New York in apertura Dow Jones perde l'1,05% a 10.269,85 punti, lo Standard and Poor's 500 cede l'1,17% a 1.076,71 punti, il Nasdaq perde l'1,79% a 2.169,13 punti.
BCE - E sempre la disoccupazione è al centro delle preoccupazioni della Bce. Disoccupazione e difficoltà aziendali frenano la «mini-ripresa» europea. Nel suo Bollettino mensile la Banca centrale europea appare piuttosto pessimista, proprio come lo era stata la Federal Reserve l'altro giorno, sottolineando le difficoltà dell'economia americana. L'economia dell'area euro, per la Bce, dovrebbe continuare a beneficiare della crescita globale e delle misure di sostegno al credito. «Ci si attende tuttavia che la ripresa dell'attività sia frenata dal processo di aggiustamento dei bilanci aziendali in corso in diversi settori e dalle prospettive per il mercato del lavoro».
MISURE AGGIUNTIVE - La Bce spiega anche che dopo «l'eccezionale deterioramento» degli ultimi due anni, è «urgente» risanare i conti pubblici da parte dei paesi dell'area euro. Francoforte nel suo bollettino mensile chiede a «tutti i paesi» di «precisare misure di aggiustamento credibili incentrate sul lato della spesa, restando comunque pronti ad attuare eventuali misure aggiuntive nei prossimi anni». «Per favorire il processo di risanamento delle finanze pubbliche, promuovere l'adeguato funzionamento dell'area dell'euro e rafforzare le prospettive di una maggiore crescita sostenibile è indispensabile perseguire riforme strutturali di ampia portata - si legge nel bollettino - Profonde riforme risultano particolarmente necessarie nei paesi che in passato hanno subito perdite di competitività o che al momento soffrono di disavanzi di bilancio e disavanzi esterni elevati». «Le misure - continua Francoforte - dovrebbero assicurare che il processo di contrattazione dei salari ne consenta il flessibile adeguamento alle condizioni di disoccupazione e alle perdite di competitività. Riforme tese a potenziare la crescita della produttività stimolerebbero ulteriormente il processo di aggiustamento di tali economie».
CRESCITA ECONOMICA - La Bce sottolinea inoltre che dopo una fase di brusca contrazione, l'attivitá economica nell'area dell'euro «risulta in espansione dalla metà del 2009». L'area euro dovrebbe chiudere il 2010 con una crescita economica dell'1,1%, in accelerazione all'1,4% nel 2011, all'1,6% nel 2012 e all'1,8% più a lungo termine.

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di Redazione
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