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Multinazionali si appellano alla Corte Suprema

USA: da Microsoft a Google, aziende in campo per nozze gay

"Revocare legge che impedisce matrimoni omosessuali"

USA: da Microsoft a Google, aziende in campo per nozze gay
27/02/2013, 22:31

NEW YORK - Sono un esercito di 200 tra le più importanti aziende americane e, tutte insieme, chiedono l'abrogazione del “Marriage Act”. Da Microsoft a Google, da Starbucks ad Amazon.com, da Nike a Thompson Reuters, si appellano alla Corte Suprema perché revochi la legge federale che definisce il matrimonio esclusivamente come unione tra uomo e donna, impedendo alle coppie omosessuali di avere gli stessi diritti di quelle etero. Insomma, la stessa posizione assunta dall'amministrazione Obama. Nel documento presentato dalle aziende, si sostiene come il “Defense of Marriage Act” costringa i datori di lavoro di riservare un trattamento diverso ai loro impiegati a seconda se siano sposati con una persona dello stesso sesso o meno. “La legge - recita il documento - impone alle aziende di discriminare, a volte andando contro la loro stessa policy aziendale, quando di tratta di materia di assicurazione sanitaria e altri benefit. Ci obbliga, inoltre, a indagare sul genere dei coniugi dei nostri impiegati legalmente sposati e a isolare quelli con il coniuge dello stesso sesso”. La “protesta” delle grandi aziende contro la legge sul matrimonio anticipa quella di un gruppo di impiegati, alcuni delle stesse società, i quali presenteranno alla Corte un documento che mette in discussione un altro provvedimento, la Proposition 8 della California che mette al bando le unioni gay. Il tutto mentre l'amministrazione Obama sta valutando in queste ore se intervenire presso la Corte Suprema anche su questo caso. Lo stesso presidente Obama, durante il discorso che ha dato il via al suo secondo mandato, aveva ribadito la sua posizione favorevole verso una legalizzazione delle nozze omosessuali: “Se è vero che siamo stati creati uguali, allora sicuramente l'amore che ognuno di noi prova per l'altro deve essere allo stesso modo uguale”, aveva detto. Tuttavia i consulenti legali dell'amministrazione hanno espresso la preoccupazione che la Casa Bianca - lanciando contemporaneamente un affondo sia sul fronte del “Marriage Act” sia su quello della “Proposition 8” - possa inquietare i rappresentanti più conservatori della Corte Suprema.

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di Valerio Esca
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