Dal mondo / America

Commenta Stampa

Figlio Jeb in Texas, figlio Ted in New England

Usa: dinastie politiche, ancora un Bush e un Kennedy

Sulle orme delle loro famiglie

Usa: dinastie politiche, ancora un Bush e un Kennedy
13/03/2013, 19:57

WASHINGTON - Dinastie politiche non muoiono: i Bush e i Kennedy. Dopo che il padre Jeb si è detto “aperto” a una candidatura alla Casa Bianca nel 2016, suo figlio George Prescott si butta nella mischia. Mentre in New England Ted Kennedy Jr, finora “riluttante” figlio del defunto senatore Ted Kennedy, ha ricevuto “una chiamata dall'adilà” e si è detto pronto a “servire il paese” entrando nel “business di famiglia”. Primi tasselli di un mosaico che potrebbe cambiare alla “gattopardo” il volto della politica Usa. Già procuratore di Fort Worth, un cinguettio su twitter e un video su Youtube, George Prescott si è candidato a guidare la Land Commission, importante agenzia dello Stato del Texas che gestisce proprietà terriere e diritti minerari di questo Stato celebre per i pozzi di petrolio. 36 anni, repubblicano, cattolico, veterano in Marina che ha combattuto in Afghanistan, George è bilingue in spagnolo. E’ un Bush “latino” a partire dai tratti somatici ereditati dalla madre messicana, tanto che il nonno George H.W. Bush, il primo presidente di famiglia, lo chiamava affettuosamente “morito”: una anomalia per una dinastia “wasp” del New England che ha dato all'America un senatore (il bisnonno Prescott), due governatori (Jeb in Florida e lo zio George W. in Texas) e due presidenti (di nuovo W. e il nonno). La mossa del “morito” rientra in una strategia? Cosa farà il Bush “latino” se suo padre Jeb correrà per la Casa Bianca? Si accontenterà di occuparsi dei diritti dei veterani e dei fondi per l'istruzione, due delle prerogative che rientrano nel mandato del Land Commissoner? C’è un piano anche per Ted Kennedy Jr, uno dei maschi del “leone liberal” del senatore Ted Kennedy. 51 anni, avvocato in Connecticut, Ted Jr ha usato un’intervista al magazine domenicale del New York Times per un atteso “outing” in politica. “Sono pronto a servire il paese”, ha detto l'avvocato che da bambino ha perso una gamba per il cancro alle ossa e di recente ha acquistato la casa dello zio JFK alle spalle del compound di Hyannis Port. “Suo padre voleva che si candidasse ma lui non lo aveva mai accontentato quando era in vita. Ora che Ted è morto, è come se rispondesse a una chiamata dall'alto”, ha commentato Steve McMahon, un consulente democratico che sta aiutando Kennedy Jr a entrare nel “mestiere di famiglia”. Kennedy, che 20 anni fa ha smesso di bere per sfuggire ai “demoni” di famiglia, non ha voluto indicare quale ruolo o poltrona abbia in mente né se abbia parlato con la Casa Bianca per un posto nell'amministrazione. Quel che è certo è che il figlio del defunto senatore, che ha escluso di candidarsi per il seggio lasciato libero da John Kerry in Massachusetts quando è diventato segretario di stato (sarebbe stato prematuro), ha detto che è arrivato per lui il momento di rispondere positivamente ad altre possibili “chiamate”.

Commenta Stampa
di Valerio Esca
Riproduzione riservata ©