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Bill difende i ricchi, Obama chiede loro sacrifici

Usa: divergenze tra Clinton e Obama sulle tasse


Usa: divergenze tra Clinton e Obama sulle tasse
06/06/2012, 18:06

WASHINGTON - Bill Clinton mette in ansia la macchina elettorale di Barack Obama. Malgrado l'ex presidente sia sempre a fianco dell'attuale inquilino della Casa Bianca nella raccolta dei fondi elettorali in vista della sua rielezione, quando si trova davanti a una camera da presa Bill non perde occasione per dire la sua, soprattutto sull'economia e le tasse. E capita spesso che le sue opinioni non siano in linea con le proposte dell'inquilino della Casa Bianca, E’ accaduto pochi giorni fa, quando Clinton ha detto chiaro e tondo sulla Cnn di non gradire gli attacchi obamiani sul passato del suo avversario Mitt Romney, quando era a capo della Bain Capital, una grande finanziaria specializzata nel ristrutturare aziende in crisi. Interpretando il pensiero di tanti moderati, l'ex presidente ha osservato che in un Paese libero come gli Stati Uniti nessuno può essere accusato di aver fatto bene il proprio mestiere, anche se in questo caso Romney, pur di assicurare profitti ai suoi investitori, mise per strada tanti lavoratori cacciandoli dal processo produttivo. E quella sera disse addirittura che Romney fece “una carriera notevole”. E ora un secondo distinguo, non meno eclatante, sulle tasse dei superricchi. Il marito di Hillary ha infatti proposto di prorogare temporaneamente i tagli delle tasse, che scadono a gennaio, quelli dell'era Bush, anche a favore anche dei più ricchi. In questo modo, osserva l'ex Presidente, si potrà garantire al Legislatore tempo sufficiente per raggiungere un'intesa su un estensione di questi sconti fiscali a lungo termine. E in questo caso, si potranno invece escludere i numerosi milionari americani. Anche stavolta, l'approccio di Clinton è radicalmente diverso da quello di Barack Obama. L'inquilino della Casa Bianca, nei mesi scorsi, ha lanciato la proposta di escludere dai tagli fiscali chi guadagna più di 250mila dollari l'anno, facendo notare che gli americani più benestanti hanno il dovere di contribuire agli sforzi per contenere il deficit. Un modo per avvicinarsi alle posizioni del popolo del 99%, di chi da mesi protesta contro lo strapotere della grande finanza, con iniziative come Occupy Wall Street (Ows). I distinguo tra i due sono talmente evidenti, che la Cnn, un po’ per scherzo, ha chiesto ai suoi ospiti se Clinton sia un vero amico di Obama, o piuttosto una sorta di arma segreta di Romney. Quello che è certo, è che Bill è ancora oggi una delle figure più popolari tra gli elettori democratici, un leader riconosciuto a cui non si può certamente dire cosa fare o cosa dire, insomma totalmente fuori da ogni tipo di controllo. Obama ormai se n’è reso conto e sa che non può farci nulla. Così la parola d'ordine è tenere il punto e gettare acqua sul fuoco delle polemiche. Magari anche negando l'evidenza: “Il presidente - assicura il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney - non sosterrà l'estensione degli sgravi fiscali per i più ricchi dell'era Bush. E non c’è alcuna divergenza fra Obama e l'ex presidente Bill Clinton su questo tema”.

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di Valerio Esca
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