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Capo dell'Fbi sotto accusa per operazione Fast and Forious

Usa: domani congresso voterà accusa di disprezzo per Holder

Durante l'operazione scomparse in Messico 2000 armi

Usa: domani congresso voterà accusa di disprezzo per Holder
27/06/2012, 21:06

NEW YORK - La Camera degli Stati Uniti voterà domani sull'accusa di “disprezzo del Congresso” rivolta al segretario alla Giustizia, Eric Holder. Lo ha riferito oggi lo speaker della Camera, John Boehner. “Procederemo - ha detto Boehner - abbiamo dato loro ampie opportunità per trovare un accordo” sulla richiesta fatta alla Casa Bianca di presentare i documenti riguardanti l'operazione “Fast and Furious” sul traffico illegale di armi, il caso che i repubblicani vorrebbero trasformare nel “Watergate di Obama”. La scorsa settimana, la commissione della Camera che indaga sulla vicenda ha votato ufficialmente la censura per Holder; domani, sarà invece la Camera in seduta plenaria - a maggioranza repubblicana - a occuparsene, “processando” per la prima volta nella storia degli Stati Uniti un segretario alla Giustizia. Al centro dello scandalo c'è l'operazione Fast and Furious, iniziata dall'Fbi durante l'amministrazione Bush e poi continuata con quella Obama. Lo scopo di Fast and Furious era quello di identificare i leader dei cartelli dei narcos messicani all'opera negli Stati Uniti: per questo motivo l'Fbi aveva accettato di far transitare fra Stati Uniti e Messico armi acquistate illegalmente per poi seguirne il percorso e risalire ai capi dell'organizzazione. Una strategia chiamata “gun walking”, che però ha mostrato numerose falle, visto che molte di quelle armi sono scomparse senza lasciare traccia. A far scoppiare il caso è stato l'omicidio dell'agente dell'Fbi Brian Terry, ucciso in un'imboscata in Messico nel dicembre del 2010. Sulla scena del delitto furono ritrovate due delle armi che erano state lasciate circolare e che erano andate perdute. Secondo le indagini sarebbero almeno 2.000 le armi fabbricate negli Stati Uniti e poi scomparse in Messico. Nel frattempo l'operazione si è conclusa nell'ottobre 2011 con numerosi arresti, ma senza arrivare ai capi dei cartelli messicani come nelle intenzioni dell'Fbi. Più di anno fa la commissione supervisione e riforme della Camera ha aperto un'indagine per esaminare 7.600 documenti, poi virata sulle responsabilità del dipartimento di Giustizia. Su queste basi il deputato repubblicano della California Darrell Issa, che presiede la commissione, ha chiamato a testimoniare il segretario alla Giustizia, Eric Holder, a capo dell'Fbi e ritenuto quindi responsabile per l'operazione Fast and Furious. Holder si è difeso sminuendo il proprio ruolo e le informazioni in suo possesso, ma le spiegazioni fornite alla commissione della Camera non sono state considerate sufficienti dai repubblicani, che accusano il ministro di non aver collaborato. Holder è stato attaccato duramente da Issa, che gli ha chiesto di consegnare al Congresso tutte i documenti riguardanti l'operazione Fast and Furious. A questo punto è entrato però in gioco Barack Obama: la Casa Bianca ha chiesto di avvalersi del “privilegio della carica”, un diritto che esenta l'amministrazione dal presentare le carte, opponendosi dunque alla richiesta del Congresso. Che ora usa le accuse contro Holder per indebolire il presidente, in vista delle elezioni del 6 novembre.

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di Valerio Esca
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